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"…Sul libro c'era una donna con
in braccio un bambino, a me sembrava cinese o giapponese, ma sotto
c'era scritto: donna di razza sinica-
-Ma che razza di razza è?- mi sono chiesto io. Così,
per sapere che razza di razza era, ho cercato la parola sul vocabolario
e ho letto: E' una delle razze componenti il gruppo dei mongolidi.
Con la razza Sudmongolica, quella Sinica costituisce l'elemento
razziale predominante dell'estremo Oriente. Non era tanto chiaro,
pieno di paroloni strani. Comunque, per farmi bello ho detto al
mio fratellino Pino: -Sai chi è questa? E' una donna sinica
di razza nongolide- Pino si è tolto il dito di bocca, l'ha
appoggiato sopra il mio, che era puntato sul libro, e ha detto:
-Bimbo con mamma!". |
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Questo libro esplora l'esperienza di un gruppo
di giovani di Nairobi, Kenya, e di un missionario italiano, Renato
Kizito Sesana, che insieme hanno fondato la comunità Koinonia.
Da qui è germinata una moltitudine di iniziative: le case
per i bambini e le bambine di strada di Kivuli e di Anita's Home,
il teatro che scende in piazza e il network per la pace.
E, ancora, i progetti nel cuore della guerra, in Sudan, tra
le popolazioni delle Montagne Nuba in lotta per la sopravvivenza.
Un intreccio di storie, persone, visi, culture: tante tessere,
uniche e irripetibili, che si uniscono a formare un mosaico di
speranza.
Il libro è inserito nella bella collana "Nei panni
degli altri", inaugurata alcuni anni fa con il bellissimo
"I poveri non ci lasceranno dormire" di Alex Zanotelli. |
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Questo libro propone i materiali di una ricerca
avviata dalla cooperativa Sensibili alle foglie nel mondo delle
MAG (Mutua AutoGestione), sigla che designa un'esperienza di finanza
critica precedente e contigua alla nascita della Banca Etica.
Due i suoi obiettivi: informare sull'esistenza del "mondo
MAG" quanti ancora non lo conoscono, aprire una riflessione
sulla qualità e problematicità di questa esperienza,
guardando a fondo nei percorsi delle due cooperative con le quali
si è sviluppata la ricerca: MAG4 di Torino e MAG6 di Reggio
Emilia. |
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Un grande reportage racconta le vittime dell’immigrazione clandestina, l’invasione che non c’è e i nuovi gendarmi di un cimitero chiamato Mediterraneo.
Dal 1988 almeno 10.000 giovani sono morti tentando di espugnare la fortezza Europa. Vittime dei naufragi, ma anche del caldo del Sahara, degli incidenti di tir carichi di uomini, delle nevi sui valichi, dei campi minati e degli spari della polizia.
Mamadou va a morire è il racconto coraggioso di un giovane giornalista che ha seguito per tre mesi le rotte dei suoi coetanei lungo tutto il Mediterraneo, dalla Turchia al Maghreb e fino al Senegal, nello sforzo di custodire i nomi e la memoria di una generazione vittima di una mappa.
Il suo è anche un grido d’allarme su una tragedia negata, che chiama in causa l’Europa, i governi africani e le società civili delle due sponde del Mare di Mezzo.
“Dimenticare, rimuovere, rassegnarsi alla normalità delle tragedie dell’immigrazione descritte in questo libro, sarebbe come lasciare morire ancora una volta le persone vittime dell’immigrazione irregolare.
Ancora peggio sarebbe ritenere, come pure qualcuno sembra fare, che queste tragiche storie possano avere un effetto pedagogico sui ‘candidati’ all’emigrazione clandestina” (dall’introduzione di Fulvio Vassallo Paleologo).
Con il contributo del Redattore Sociale, la prima agenzia giornalistica quotidiana sul disagio e l’impegno sociale in Italia e nel mondo (www.redattoresociale.it) e il patrocinio morale delle Regioni Basilicata, Puglia e Toscana. |
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Per lo studio individuale o di gruppo del libro “Le parole sono finestre [oppure muri]”
Questo manuale di facile utilizzo fornisce una guida per applicare i processi di pensiero e di comunicazione che sono propri della CNV e che sono la chiave per trasformare la nostra vita. Guidandoci nella lettura e nella pratica di ciascun capitolo del libro di Rosenberg, questo manuale contiene idee nuove e preziose per riuscire ad applicare la CNV nelle nostre vite: per gestire la rabbia, risolvere i conflitti, migliorare il nostro rapporto con noi stessi e relazionarci agli altri con maggiore empatia.
Con il suo libro rivoluzionario ‘Le parole sono finestre (oppure muri)’, Marshall Rosenberg ci rivela il potere di connetterci a noi stessi e agli altri ad un livello completamente nuovo. Ci rendiamo immediatamente conto che ogni relazione nella nostra vita – con amici, familiari, colleghi, studenti, insegnanti e persino con noi stessi – può essere trasformata in modo positivo e permanente. pp. 192 |
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Nei centovent’anni che ci separano
dalla morte di Karl Marx (1883-2003) sono compresi anche i settantaquattro
anni in cui si e consumata la vicenda storica del comunismo novecentesco
(1917-1991) che, pur richiamandosi ideologicamente a Marx, dev’essere
considerato in modo indipendente dal suo pensiero originale.
A suo tempo, Marx decise di non chiudere in sistema il suo pensiero,
ma di lasciarlo allo stato di una costruzione in corso, necessariamente
incompiuta.
Tuttavia, con il termine «marxismo» si intende generalmente
una sintesi di storicismo, di economicismo e di utopismo. Lo storicismo
e il contenitore spaziotemporale di una grande narrazione teleologica
del tutto illusoria.
L’economicismo e una forma di riduzionismo teorico che
assume come solo criterio di giudizio lo sviluppo delle forze
produttive.
L’utopismo e il sogno di una comunita prescrittiva in cui
l’individualita umana deve obbligatoriamente conformarsi
a un modello aprioristico di socializzazione. Senza liberarsi
di questo «marxismo» ogni via al futuro e sbarrata;
ma per poterlo fare occorre porsi veramente il problema del nichilismo
(filosofico) dell’universalismo (storico) e dell’individualismo
(antropologico), cui sono dedicati i tre capitoli che costituiscono
il corpo del libro.
Alla fine del percorso emerge la necessita di riabilitare integralmente
la conoscenza filosofica come produttrice di verita e di acquisire
una visione davvero multilineare della storia universale.
Con questo vero e proprio «riorientamento gestaltico»
il «marxismo» apparira diverso e irriconoscibile da
come siamo abituati a considerarlo sulla scorta di una tradizione
centenaria. |
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All'interno dei processi di integrazione
globale oggi in corso, con i risvolti di ordine e disordine ad
essi collegati, le radici mediterranee della cultura europea
sono di vitale importanza.
In questo volume vengono pensate come il possibile fondamento
di una identità civile e politica dell'Europa unita che
ne faccia un attore centrale nel quadro degli equilibri e delle
strategie globali. Ma il recupero dello 'spazio mediterraneo'
potrebbe produrre effetti identitari a vantaggio anche degli
attori politici e sociali della sponda sud del Mediterrano, in
particolare nell'area del Maghreb arabo-islamico.
Il dialogo fra le due sponde potrebbe offrire la chiave per
una alternativa all'universalismo 'oceanico' e cioè per
un riscatto sia dell'Europa che del mondo islamico dall'attuale
soggezione all'egemonia culturale, politica e militare dell'impero
atlantico. E questo potrebbe avere effetti di pacificazione ben
oltre le sponde mediterranee. pp. 204 |
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E’ uscito il nuovo libro degli autori
de “L’Impero Invisibile”
“MERCENARI”
Le nuove guerre attingono a uno sconfinato esercito di riservisti
di professione, capaci di vivere la pace da soldati e la guerra
da civili. Dagli stessi autori de L'impero invisibile una rigorosa
inchiesta-saggio, avvincente come un thriller e drammatica come
la realtà di questo inizio secolo, che tenta di far luce
sul lato oscuro della guerra. -pp. 199 |
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Questo libro nasce dal desiderio di raccontare ciò che sta accadendo in Campania rispetto alla cosiddetta "emergenza rifiuti". Di fare conoscere i luoghi devastati dalle discariche a Pianura, Napoli, Giugliano, Acerra, ma anche le lotte e la partecipazione popolare che si è sviluppata negli ultimi anni in queste terre.
Un lavoro che inserisce questo vasto processo sociale nel contesto metropolitano descrivendone le dinamiche politiche ed economiche come pure la continua contaminazione tra economia legale e illegale.
Uno sguardo rigoroso, non giornalistico, e soprattutto in presa diretta che, mentre documenta le motivazioni dei "No" fa sottilmente emergere i tanti "Per" che puntano ad un nuovo piano rifiuti per la regione.
E proietta le lotte in difesa della salute e dell'ambiente in un più ampio scenario che si estende ai nuovi movimenti di lotta per la difesa dei beni comuni nel nostro Paese e in Europa. -pp. 112 |
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Muri, lacrime e za'tar è il viaggio di un pellegrino che ha evitato i tour organizzati per scoprire luoghi e persone della Terra Santa. Riunisce in sé l'anima politica e quella spirituale di un'indagine sulla gente che, trovatasi prigioniera dell'ultima ideologia etno-coloniale, resiste affidandosi alla forza travolgente della vita e a certe piccole cose, come lo za'tar (il timo) nell'olio d'oliva, in cui si intinge il pane casereccio.
In tempi nei quali si sta cercando di cancellare l'identità della Palestina dalle cartografie, l'autore registra segni e parole, e documenta sia la sofferenza palestinese che le conseguenze sociali e umane dell'occupazione sugli israeliani.
Attraverso associazioni della vivace società civile, incontrando politici, rifugiati e professori, vescovi e patriarchi, resistenti e gente comune, si ricostruisce tassello dopo l'altro il quadro di una terra confusa e spaccata.
Nel libro possiamo ascoltare la testimonianza di un intransigente colono di Qiryat Arba che descrive Hebron da entrambi i lati; o farci condurre per mano da un rabbino tra i beduini che vivono nelle baracche alla periferia degli eleganti insediamenti israeliani a Est di Gerusalemme.
Tra i Muri ci sono sempre delle fessure, e le persone di buona volontà o quelli che disperatamente cercano di vivere con dignità sanno incontrarle. E passarci attraverso. pp. 448 |
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CHIUSO: giovedì e sabato pomeriggio |
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