| Introduzione di Beppe Grillo
Il nostro sistema energetico è come un secchio bucato:
spreca e disperde in atmosfera più energia di quanta ne
utilizza.
Quindi, prima di pensare alle fonti rinnovabili con cui soddisfare
una domanda che sembra destinata a crescere indefinitamente per
assecondare la crescita del p.i.l., occorre tappare i buchi del
secchio, eliminando sprechi, inefficienze e usi impropri.
Senza ipotizzare impossibili fughe in avanti, allo stato attuale
della tecnologia si possono ridurre almeno della metà i
consumi di fonti fossili senza ridurre i servizi finali dell'energia,
negli usi termici, nella produzione elettrica e nell'autotrasporto.
In questo modo si ridurrebbero sia le emissioni di CO2, che sono
la causa principale dell'effetto serra, sia i costi economici
della bolletta energetica delle famiglie, delle imprese e dell'economia
nazionale.
E i risparmi consentirebbero di pagare i costi d'investimento
delle tecnologie che accrescono l'efficienza energetica, attuando
un ampio trasferimento di denaro dalle importazioni di petrolio
alle retribuzioni degli occupati in questi settori.
Ma la chiusura dei buchi del secchio è anche il pre-requisito
per consentire lo sviluppo delle fonti rinnovabili, il cui contributo
non sarebbe in grado di coprire gli sprechi e le inefficienze
attuali, ma potrebbe soddisfare in maniera significativa una domanda
di servizi energetici forniti con un rendimento maggiore, come
dimostra l'esperienza di altri paesi, la Germania in primo luogo.
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