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Questo libro rappresenta una introduzione
per i giovani alle sfide ambientali che li aspettano nel ventunesimo
secolo.
Pachamama descrive le condizioni del nostro ambiente globale
e le azioni da attuare per fronteggiare i problemi che si presentano.
Il libro include racconti personali, poesie, illustrazioni e un
gioco-test per verificare le nuove conoscenze del lettore.
Pachamama è una parola inca che significa "Madre
Terra" e suggerisce uno stile di vita in armonia con la natura.
Come dice Capo Seattle "La Terra è nostra madre, qualsiasi
cosa accade alla Terra, accade anche ai suoi figli e alle sue
figlie. Non abbiamo tessuto la trama della vita.
Ne siamo semplicemente un filo. Qualsiasi cosa facciamo alla
tela, la facciamo a noi stessi". |
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Le parrocchie e i bar di periferia di una città mediopadana fra i Settanta e gli Ottanta, quando in chiesa si cantava Neil Young, le suore fumavano Stop senza filtro e si diceva con naturalezza: "Sono cristiano e 'quindi' demoproletario". Baristi-camionisti, diaconi-ultras, percussionisti parrocchiali fra improbabili obiettori di coscienza e una bisbetica perpetua istriana nella memoria di due quasi giovani che per molto tempo hanno creduto di essere nel migliore dei microcosmi sociali possibili. - pp.160 |
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La storia della modernità e l’analisi della «crisi organica» della società borghese sono temi centrali dei Quaderni del carcere. Questo libro ne approfondisce alcuni nuclei teorici fondamentali, mettendo in risalto il carattere dialettico del pensiero di Gramsci.
L’analisi del fascismo italiano sullo sfondo della complessità strutturale della società contemporanea; la teoria del cesarismo; il nodo dell’egemonia, indagato alla luce dell’ubiquità delle dinamiche egemoniche, sono passaggi cruciali di una lettura delle note gramsciane in cui si rivela essenziale il duplice volto della crisi.
Da un lato, irreversibile processo degenerativo responsabile dello scollamento dei corpi sociali, della delegittimazione delle leadership e della regressione autoritaria dei regimi politici; dall’altro, luogo di costituzione di soggettività critiche e di potenti istanze di trasformazione. Sullo sfondo dell’ambivalenza della crisi del «mondo moderno» si sviluppa quella ricerca di nuove forme di relazione sociale che rappresenta la più preziosa eredità dei Quaderni. - pp.176 |
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Sommario:
Il ritorno della democrazia in Perù, tra sentimenti di
riconciliazione e necessità di giustizia.
Recensione:
Con la fine della guerra fredda, gli Stati Uniti smisero di sostenere
i regimi autoritari in Sudamerica.
A livello continentale gli effetti devastanti prodotti dalla
grave crisi economica degli anni ’80 e l’incapacità
dei militari di elaborare una adeguata politica economica anticrisi,
convinsero i vertici delle forze armate ad abbandonare il ruolo
politico e a rientrare nelle caserme.
Un caso unico e sotto molti aspetti 'anomalo' è rappresentato
dal Perù. Qui il ritorno alla democrazia significò
di fatto l'inizio di quella devastante e terribile stagione politica
che il presidente della Comision de la verdad y reconciliacion,
Salomon Lerner Febres, ha definito "il tempo della vergogna".
Nel complesso e non sempre agevole passaggio dai regimi autoritari
alla democrazia, le nuove classi dirigenti, democraticamente elette,
hanno dovuto spesso fare i conti con pesanti e a volte ingombranti
eredità storiche.
Nella non facile transizione verso stabili sistemi democratici
la società civile e la classe politica hanno sentito l'esigenza
di un forte e immediato recupero della memoria storica, onde evitare
che il naturale processo di normalizzazione relegasse nell'oblio
il passato cancellandone la memoria e in un certo senso autorizzando
una rimozione dalla coscienza collettiva di quanto accaduto.
Anche nel caso peruviano, la costruzione di una memoria, è
stata assunta come elemento costitutivo dell'identità del
nuovo stato democratico. Il bisogno di ricordare non ha soltanto
significato riconoscere la dignità e i diritti delle vittime,
ma ha rappresentato la conditio sine qua non per superare la pura
logica della "punizione" e per intraprendere l'arduo
cammino della "riconciliazione".
Quest'opera di recupero della memoria storica è stata
in più contesti possibile grazie all'istituzione di cosiddetti
"Tribunali morali" o di "Commissioni per il recupero
della memoria storica" che ricostruissero, attraverso indagini,
documenti e testimonianze, quanto accaduto nelle vicende dei loro
rispettivi Paesi. - pp.160 |
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Dal rubinetto alle minerali, vademecum per l’uso responsabile di un bene comune.
Dal rubinetto del 96 per cento degli italiani esce acqua potabile.
Eppure siamo i maggiori consumatori al mondo di “minerale” in bottiglia.
Questa guida spiega perché l’acqua degli acquedotti è buona, sicura e comoda, ma è surclassata a colpi di spot dall’acqua in bottiglia, cara per le nostre tasche e poco sostenibile per l’ambiente.
Scheda per scheda, l’analisi delle aziende imbottigliatrici che si spartiscono un mercato da oltre 3 miliardi di euro. Mentre nelle casse dello Stato arrivano solo le briciole. - pp. 56 |
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- Argomento: ecologia, giocattoli, educazione
ambientale, fonti rinnovabili di energia, educazione civica.
- Età da 8
Un libro, anzi un “vademecum”, come dicono gli autori,
con proposte di gioco, notizie, consigli e riflessioni per il
tempo che verrà.
Piccoli gesti quotidiani a partire dall’attenzione a noi
stessi per procedere a cerchi concentrici: dalla conoscenza di
sé, alla cura degli amici, della propria camera, della
scuola, della casa, del cibo, del giardino, del parco giochi,
del cortile, delle strade, delle piazze, del… mondo.
La partecipazione, la consapevolezza, la responsabilità
si sperimenta attraverso il gioco, l’attività in
comune, da fare con la classe o all’interno di un' associazione
o nei fine settimana in famiglia.
Un modo nuovo di affrontare i problemi dei diritti degli uomini,
i diritti dei bambini, i diritti degli anziani, un quaderno di
educazione civica e di educazione ambientale dei cittadini del
mondo di domani, con la certezza che sono i piccoli gesti di oggi
a rendere possibile un futuro diverso e a misura d’uomo.
- pp. 96 |
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"Il carcere è luogo delle privazioni
e del controllo. La comunità è luogo del controllo
e delle privazioni. Entrambi territori dell¹imposizione,
non sono però la stessa cosa.
La galera costringe all¹ozio forzato, la comunità
al suo contrario: il lavoro forzato, anche nei confronti di se
stessi. Il carcere è così fuori dal tempo da essere
maledettamente attuale; la comunità è talmente ripiegata
sul qui e ora da legare le proprie radici vischiose a un passato
remoto."
"Le comunità rappresentano un punto di ibrido incontro
tra etica religiosa e spirito del socialismo reale.
L¹etica religiosa si esprime nell¹assoluto della regola,
lo spirito rieducativo nelle frementi ansie di adeguamento alla
norma, attraverso percorsi di riabilitazione sociale.
Le comunità terapeutiche sono in generale un formicaio
frenetico, nelle ore dedicate al lavoro ma anche in quelle di
non lavoro.
Fluisce un attivismo sconosciuto alle prigioni: questo non significa
che vi scorra attività. Sedute di psicoterapia, preghiere,
corsi di formazione o di ginnastica, riflessioni guidate, momenti
ricreativi riempiono le persone di informazioni e convinzioni
senza, di contro, ascoltare nulla.
Si svolge un condizionamento operante che, nelle intenzioni,
dovrebbe poi proseguire all¹esterno, come una sveglia capace
di mantenere a lungo la carica."- pp.176 |
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Un maestro insegna in una classe di emigrati italiani in Svizzera e scrive questo libro, che ha gran successo. Ne escono tre edizioni e viene subito tradotto e pubblicato in tedesco. 42 anni dopo, lo stesso maestro parte alla ricerca della “sua” classe. Che ne è stato di loro? Cosa fanno adesso? Ne nascono delle pagine vibranti e piene di suspence che si aggiungono a Piccoli italiani in Svizzera.
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Perché le tasse che paghiamo
dovrebbero servire per sovvenzionare:
• la costruzione di imponenti svincoli autostradali a vantaggio
di imponenti centri commerciali?
• un aeroporto internazionale per trasportare direttamente
i polli dell'Arkansas in Giappone?
• i logo delle merendine distribuite nelle scuole elementari
per imparare a leggere?
• i treni ad alta velocità che altrettanto rapidamente
deprimono i commerci locali?
• le dighe che allontanano dalle loro terre milioni di contadini
verso anonime periferie urbane?
L'economia globale è presentata come inevitabile e destinata
a crescere, che lo vogliamo no. La globalizzazione è indicata
come un destino ineluttabile dettato da “leggi economiche”
che si sottraggono all’intervento umano. Queste leggi favoriscono
in modo naturale i grandi produttori rispetto ai piccoli, la produzione
globale e centralizzata rispetto a quella locale e parcellizzata.
La verità è che l’efficienza della “grande
scala” è un mito interessato; “grande”
non significa “meno caro” o “più efficiente”.
Oltre le apparenze, è chiaro che le concentrazioni produttive
e commerciali sono il prodotto del supporto governativo attraverso
agevolazioni e sovvenzioni dirette e indirette.
Questo volume si rivolge ad una percentuale dell’umanità
altrettanto grande e libera di scegliere un modello economico
diverso.
È possibile rifiutare il centralismo sia delle economie
sovvenzionate dallo stato, che delle grandi società capitalistiche.
Decentralizzazione significa ritorno a un equilibrio tra l’economia
locale e la dipendenza dagli scambi internazionali, un equilibrio
tra campagna e città, un equilibrio tra il bene delle comunità
e i poteri di istituzioni anonime e lontane.
Cambiare la destinazione del denaro delle nostre tasse è
una via concreta per creare economie sostenibili, capaci di proteggere
le diversità culturali e la ricchezza dei sistemi biologici.
pp. 192
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11 settembre.
Un uomo alla finestra spia una donna che si offre al suo sguardo
dalla casa di fronte in un gioco di eccitante seduzione.
Sono più o meno le tre di un giorno qualsiasi ma un evento
irrompe, destinato a fissarsi per sempre nella memoria collettiva.
In quello stesso istante altre esistenze sono intente al loro
rituale quotidiano.
L'africano Ahmed e il suo compare, che si fanno una canna guardando
la telenovela della TV locale prima di infilarsi la pistola nella
cintura e di uscire; Alima, la 'negra senza gambe' che fa le marchette
in casa per sentirsi ancora viva; e ancora Carmine detto Merìt,
che spara per fare il grande; Enzuccio, detto l'Attaccante, che
paga con la vita una scopata…
Storie che si intrecciano e si rincorrono in un unico racconto
corale, in una Napoli caotica con la sua umanità viva,
fatalista e sognatrice, disperata e ironica, povera e sgangherata
che si agita tra la pizzeria da Tòtore e il quartiere intorno.
Lo stile è la musica del racconto, a volte febbrile e
sincopato come un rap napoletano, a volte lento e malinconico
come un blues metropolitano. |
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Dopo la conferenza di Doha del 2001, condizionata
dalle vicende di politica internazionale innescate dai tragici
attentati dell'11 settembre, l'Organizzazione Mondiale del Commercio
sembra aver ripreso il suo cammino dentro il solco tracciato dai
risultati dell'Uruguay Round, mostrando in apparenza di aver in
qualche modo superato lo stop subito a Seattle.
Il nuovo impulso al processo di liberalizzazione e il suo probabile
allargamento a nuove aree pone più di un dubbio sulle reali
volontà da parte del Wto, e in particolari degli attori
che ne condizionano le scelte, di riconsiderare le politiche finora
messe in atto, e di valutare le conseguenze negative che esse
hanno causato anche sui paesi in via di sviluppo.
L'estensione del processo di liberalizzazione ai servizi, ai
diritti di proprietà intellettuale, agli investimenti,
alle regole di funzionamento dei mercati, per rispondere alle
necessità espansive del capitalismo, pone nuove sfide ai
paesi poveri sempre meno capaci di gestire un proprio percorso
di sviluppo.
L'autore ripercorrendo la storia del Gatt/Wto a partire dalle
conseguenze della crisi del '29 per arrivare ai giorni nostri
evidenzia come il processo di liberalizzazione degli scambi più
che dominato da una contrapposizione tra due teorie, liberismo
e protezionismo, segua un approccio power-oriented in cui le economie
più forti impongono tempi, modalità e aree di intervento
dei vari round negoziali, favorendo la liberalizzazione nei settori
in cui hanno conseguito un primato commerciale e erigendo ogni
sorta di barriera nei settori suscettibili di subire la concorrenza
internazionale.
Il libro oltre ad analizzare il rapporto tra liberalizzazione
degli scambi e paesi in via di sviluppo, fornisce una serie di
elementi per capire il funzionamento dei complessi accordi che
regolano l´Organizzazione Mondiale per il Commercio, spiegando
quali sono i principi alla base del processo di liberalizzazione
e i contenuti essenziali dei vari accordi. |
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Un pratico manuale che si rivolge agli insegnanti
e a tutte le persone impegnate in attività educative e
formative in tema di diritti umani.
Un pratico manuale pensato per la scuola che affronta il tema
dell’Educazione ai diritti umani (EDU) proponendo un’efficace
metodologia didattica a seconda della fascia d’età
del gruppo classe:
6-11 anni, 12-14 anni, 15-18 anni.
Il manuale è diviso in sei parti. pp. 224 |
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Un uomo precipita con l’auto da un viadotto. È uno psichiatra, abituato a ripercorrere la vita degli altri. Ma questa volta i fotogrammi che gli scorrono davanti raccontano la storia della crisi esistenziale e professionale dentro la quale è precipitato ben prima di sfondare il guard-rail.
Negli ultimi mesi due donne riemerse dal passato lo hanno coinvolto in una danza d’amore e di guerra al di qua e al di là dell’Oceano; un anziano e sovversivo dottore che predica la fratellanza terapeutica e l’abolizione dei farmaci ha sgretolato le sue certezze nella psichiatria; un perverso scienziato ostaggio dell’industria farmaceutica e coinvolto in un brutale omicidio lo ha costretto a trasformarsi in investigatore e minaccia la sua vita.
Ce n’è quanto basta per ridursi l’esistenza a brandelli. O per decidere di reagire. pp.144 |
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