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Autore:
Ivana Ciapponi è laureata presso la Facoltà di Scienze
Politiche, indirizzo internazionale-storico, Università
degli studi di Milano.
Sommario:
Nel mezzo della guerra civile nel Nord Uganda persone e organizzazioni
si prodigano per restituire ai bambini l'infanzia a loro negata.
Destinatari:
Insegnanti, studenti delle secondarie superiori, volontari.
Recensione:
Le guerre moderne stanno sfruttando, mutilando e uccidendo i bambini
in modo più crudele e sistematico che in qualsiasi altra
epoca storica. I bambini vengono coinvolti in lotte endemiche,
conflitti complessi e disorientanti, apparentemente infiniti,
senza chiare prospettive di risoluzione. Sono sottoposti ad altissimi
livelli di violenza e di brutalità, vengono reclutati come
soldati e diventano anch’essi autori di terribili atrocità.
Secondo l’UNICEF attualmente nel mondo sono mezzo milione
i bambini reclutati da governi e gruppi armati e almeno 300mila
quelli impegnati in conflitti etnici e religiosi. L’indagine
condotta in questo volume analizza le responsabilità internazionali,
la drammatica situazione della guerra civile in Nord Uganda e
testimonia dell’operato di molte organizzazioni che lavorano
al recupero psicosociale dei bambini soldato e dei bambini con
traumi di guerra e al loro reinserimento, tentando di restituire
loro un’infanzia rapita. - pp.160 |
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Che fare del bullismo? Atti di violenza e bullismo trovano vasta eco nei media ma insegnanti, educatori e genitori non sanno come affrontarlo. I bulli non sono dei gradassi né semplici prepotenti. Il bullismo fa gravi danni e va contrastato. Ma come?
Dopo anni di ricerche e interventi centrati sugli individui, nell’improbabile missione di rendere i bulli più “buoni” e le vittime meno indifese, questo libro propone una svolta nella direzione di una maggiore efficacia degli interventi pedagogici.
Il gruppo e il potere del gruppo di trasformare i comportamenti individuali vengono messi al centro dell’attenzione e dell’operatività degli insegnanti. Vengono proposti due modelli operativi, corredati da precisi e sperimentati strumenti.
L’ipotesi di partenza è che il bullismo non è solo un’ingiustizia, quanto una incompetenza conflittuale e socio-relazionale. Quando viene potenziata la capacità dei gruppi di essere comunità e di sapere come gestire i conflitti, il fenomeno si ridimensiona perché non trova più un terreno fertile per svilupparsi.
È una svolta impegnativa che richiede la coesione educativa e l’impegno degli adulti, ma dove ci sono le condizioni per poterla attuare, funziona efficacemente. pp. 175 |
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al Nordest del Brasile un missionario fidei donum propone un nuovo rapporto tra chiesa e mondo, tra la vita cristiana e il tempo che si definisce "postmoderno". È un'altra prospettiva per riflettere sulle domande che stanno a cuore ai cristiani responsabili: è realizzabile una parrocchia dal volto missionario?Quali sono i "poveri" da evangelizzare? Quali i presupposti per una pastorale giovanile? È possibile e giusto concepire la parrocchia come rete di comunità? E che fare, con la penuria di ministri ordinati? Esiste uno spazio per la contemplazione? I suggerimenti dell'Autore si articolano a partire dall'interdipendenza tra preghiera e opere di promozione umana, tra contemplazione e azione. Il Vangelo è annunciato per trasformare le coscienze e anche le strutture della società dei consumi e prendere una posizione per la giustizia e per le cause dei più deboli. La chiesa brasiliana ha ovviato alla scarsità di sacerdoti con la valorizzazione dei laici e delle piccole comunità. Affinché , insieme alla Parola, possa essere presente l'eucaristia., l'Autore sostiene anche una nuova configurazione del ministero sacerdotale. pp. 256
Paolo Cugini, nato a Reggio Emilia nel 1962, è sacerdote diocesano e dal 1999 fidei donum in Brasile. E’ parroco di Pintadas (Ba- hia) e professore di filosofia nella Facoltà teologica di Feira de Santana. |
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Sommario: Catalogo delle opere fondamentali
che sono all'origine delle grandi civiltà e ne accompagnano
la crescita.
Destinatari: Insegnanti.
Recensione:
Questo volume è la presentazione delle opere fondamentali
che sono all'origine di tutte le grandi civiltà.
Dell'Asia si presentano i grandi testi dell'India: Mahabharata,
Bhagavadgita, Veda, Upanisad, Leggi di Manu, Ramayana, Discorsi
del Buddha. Della Cina: I Ching, I Quattro Libri, Tao Te Ching.
Del Giappone: Kogiki. Del Medio Oriente: Codice di Hammurabi,
Epopea di Gilgamesh, Bibbia, Talmud, Corano, Hadith, Avesta.
Dell'Europa: Iliade, Odissea, Edda, Kalevala.
Delle Americhe: Popol Vuh, Miti aztechi, inca, pellerossa.
Dell'Oceania: Mito della Canoa Volante, Miti australiani.
Dell'Africa: Sundiata, Miti africani.
Di ogni opera vengono presentati genesi, contenuti e obiettivi,
brevi brani antologici ed essenziali riferimenti bibliografici.
La proposta di una biblioteca "interculturale" per tutte
le cittadine e i cittadini del mondo conclude la collana dei trenta
"Quaderni dell'interculturalità". - pp. 256 |
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L'islam che in questo momento fa notizia
è quello del fondamentalismo e dovunque cresce una paura
generalizzata del mondo islamico, alimentata da giornali e televisione
e totalmente indifferente all'identità pluralistadell'islam.
Questo libro presenta gli interventi del sesto Incontro cristiano-musulmano
sul tema "Religioni e mass media. L'islam e non solo",
svoltosi a Modena nel 2000 e che assumono straordinaria importanza
dopo l'11 settembre.
La prima parte, intitolata "Religioni e mass media"
raccoglie interventi di Naso, Tosatti e Righetto. La seconda "I
mass media e l'islam: uscire dall'emergenza" raccoglie interventi
di Allievi, Piccardo, Allam, Tagliaferri e Luise. La terza parte
"Comunicare l'islam, dialogare con l'islam", presenta
gli interventi di Boccolini, Sebastiani, Kabakebbji, Giannasi,
Tortora, Bobba, Salvarani e Siggillino. |
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Chi minaccia le vostre risorse idriche?
Quanto ci si può fidare dell'acqua del rubinetto?
Quali sono le bugie che le multinazionali dell'acqua minerale
ci raccontano ogni giorno?
Ecco il manuale per conoscere davvero l'acqua che beviamo.
Un'inchiesta approfondita sull'acqua vi svelerà quante
deroghe sono state concesse ai gestori degli acquedotti che possono
evitare di applicare i rigorosi parametri di qualità imposti
dall'Europa. Perché gli acquedotti non si sono adeguati
ai nuovi standard di qualità e perché il ministero
della Salute è così generoso nel concedere le deroghe
ai nuovi parametri di legge? Conta di più la salute dei
cittadini o far quadrare i conti delle società per azioni
che ci vendono l'acqua? In questo libro troverete le risposte
a questi inquietanti quesiti.
L'acqua è ormai un grande business. L'acqua è un
bene primario minacciato da un lungo elenco di predoni che sta
saccheggiando le nostre risorse idriche. Multinazionali, agricoltori
e semplici cittadini cercano di trarre il maggior vantaggio dal
grande business dell'oro blu.
L'acqua costerà sempre di più e le aziende che
imbottigliano la minerale fanno grandi affari vendendoci l'illusione
della purezza.
Questo libro vi racconterà da dove proviene l'acqua che
beviamo. Vi spiegherà quali minacce incombono sulla più
vitale delle risorse. La desertificazione di un terzo del territorio
italiano. Lo sfruttamento eccessivo delle falde e delle sorgenti.
Migliaia di pozzi abusivi. Gli agricoltori che quasi non pagano
l'acqua per irrigare i campi. Le grandi aziende del settore elettrico
che hanno prosciugato i corsi d'acqua delle nostre Alpi per produrre
energia. Le dighe costruite al Sud e mai ultimate che hanno macinato
milioni di euro.
Ma la più grave delle minacce è costituita dall'inquinamento.
Leggendo questa inchiesta potrete scoprire che cosa vi fanno bere,
come hanno trattato l'acqua prima di farla scorrere nei vostri
rubinetti.
Dall' Introduzione -
Oro blu, un'espressione suggestiva, forse esagerata. Ma dopo aver
letto questo libro, probabilmente non riuscirete a trovare una
definizione migliore per un business da 400 miliardi di dollari.
L'acqua, bene primario ed essenziale alla vita, è al
centro di molti interessi economici: dagli appalti per dighe inutili,
alla gestione privata degli acquedotti, alla vendita di acqua
imbottigliata. Per alcuni si tratta di pura e semplice mercificazione
della fonte della vita. Per altri, invece, è giusto attribuire
un valore economico all'acqua onde evitare di dissipare le fonti
del pianeta con comportamenti sconsiderati.
Di sicuro sull'acqua incombono molti pericoli: la desertificazione
di vaste aree del Paese, la salinizzazione delle falde costiere,
l'inquinamento e lo spreco stanno compromettendo sia la qualità
sia la quantità delle nostre risorse.
In questo scenario si muovono i «predoni dell'acqua»:
multinazionali che imbottigliano l'oro blu, corporation dell'acqua
potabile, costruttori di dighe e spregiudicati venditori di purificatori
che tentano di trarre il maggior vantaggio possibile dai mali
che attanagliano le sorgenti, i fiumi e i laghi. C'è chi vende l'illusione della purezza in una bottiglia
di plastica. Chi cerca di convincerci che dal rubinetto esce ormai
soltanto il veleno e riesce a piazzare a 1.500 euro inutili e
spesso dannosi "depuratori" domestici. - pp. 189
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La lingua usata in carcere è un codice
segreto. Con questo libro i detenuti di San Vittore l'aprono a
chi vive libero, nella convinzione che apprendere il loro linguaggio
significhi prima di tutto comprendere la storia e la cultura che
lo hanno prodotto.
300 voci e decine di testimonianze personali: il colloquio coi
parenti, l'ora d'aria, la costruzione di forni artigianali per
cuocersi una pizza in cella, ma anche lo spaesamento dei primi
giorni in carcere, i rapporti frettolosi con avvocati e assistenti
sociali, la disperazione di chi si suicida.
Un libro scritto con ironia e schiettezza, capace di comunicare
l'umiliazione di una vita decisa dagli altri in ogni minimo dettaglio
e l'orgoglio dei piccoli gesti di autonomia che fanno sentire
ancora "persone". Parole piene di storia, come i "pugni
nel muro" battuti un tempo fra cella e cella per raccontare
le novità di una giornata. |
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Il Medio Oriente è, per tradizione,
un crocevia di popoli e di civiltà che, nei secoli, ha
dato vita ad una sorta di “melting pot” ante litteram.
In quanto regione di confine, aperta sul Mediterraneo da un lato
e sul Golfo Persico dall’altro, è stato protagonista
di movimenti e di scambi ininterrotti, sul piano materiale e sul
fronte culturale.
I rapporti fra le comunità che l’hanno abitato
nel passato e l’abitano oggi sono però complessi
e forieri di gravi conflitti, segnati dalle differenze nell’autopercezione
e nella definizione dell’identità singole e nazionali.
Lo scontro fra israeliani e palestinesi – analizzato nel
volume da storici ed antropologi – ne è forse l’esempio
più drammatico. - pp. 260 |
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Un altro libro sul counseling? Non ce ne sono già abbastanza? No, perchè questo propone un'idea "immodesta". Non si limita a introdurre i principi generali, ma suggerisce di esplorare gli ambiti di applicazione del counseling biosistemico. La varietà è impressionante. Come dai tredici tasti di un pianoforte è possibile generare suoni infiniti, così questo metodo di base, corrispondente alle funzioni fondamentali del cervello, può generare tante variazioni di competenza. Infatti, nella biosistemica, la parte "bio" si riferisce alla dinamica del cervello e del corpo totale, la parte "sistemica" fa riferimento alla complessità di sistemi e sottosistemi che sono attivati. Quindi la totalità della biosistemica è molto complessa.
Ogni metodo di counseling porta in avanti questa nozione fondamentale: dalle difficoltà, dai problemi, dall'incertezza e dalla solitudine possono venire i nostri nuovi passi di rinnovamento e crescita. La biosistemica integra corpo e mente per favorire una nuova vitalità nella vita quotidiana. pp.240
Jerome Liss è psichiatra e psicoterapeuta. Ha collaborato con Laborit, Laing e Cooper, ha fondato e dirige la scuola di psicoterapia e counselling della Società Italiana di Biosistemica di Roma. Dirige la formazione di terapisti, psicologi, facilitatori ed educatori; è ideatore dei sistemi della “Comunicazione ecologica” e autore dell’omonimo libro-base pubblicato dalle edizioni La meridiana.
Rita Fiumara è psicologa e psicoterapeuta, terapista famigliare e relazionale. Si occupa ormai da anni di psicoteatro in collaborazione con il professor Jerome Liss. |
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Un giornale locale pubblica la notizia di un delitto. Per tutti è una bufala, determinata da una diceria di paese. La vittima è una donna in carriera di notevole bellezza, forse un po' cinica. Ma, per una coincidenza alquanto strana, la donna viene trovata morta per davvero, nell'incredulità generale. A indagare è il maresciallo dei carabinieri Pinuccio De Matteis, un tipo davvero speciale, forse un po' impacciato a gestire un caso divenuto ormai nazionale con tanto di stampa e televisione. Davanti a lui si aprono, e qualche volta si chiudono, più piste: il delitto casuale, quello affaristico, quello passionale. Aiutato da un professore scorbutico, ma di raffinata cultura, scoprirà al termine dell'indagine una verità molto scomoda che si dirama lungo la via intricata di un labirinto che ha il sapore della beffa. Il bene e il male non esistono se non per necessità, e l'orrore è antico quanto l'uomo. pp.248 |
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In Messico, tra le montagne, una nonna e
la sua nipotina vivono insieme al trascorrere delle stagioni della
vita. Mentre i giorni e le notti si avvicendano, la nonna acquieta
i timori della bambina con il canto, confortandola e risvegliando
in lei il coraggio, l'abilità e la dignità che ha
in sé.
La nipote, da ragazzina timorosa che era, diventa una giovane
donna generosa e piena di fiducia. E si prenderà cura dell'anziana
donna man mano che essa diviene più fragile. Le illustrazioni
del libro sono splendide. |
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"Il caro armato" è la puntigliosa ricognizione che mancava sulla struttura delle Forze Armate e sulle spese militari del nostro Paese (somme spesso non facili da tirare) e sugli sprechi che a volte sarebbe possibile e doveroso evitare. Il "Nuovo Modello di Difesa" ha spostato la linea del fronte dai confini geografici a quelli degli interessi economici occidentali, ovunque siano considerati a rischio. La leva obbligatoria è stata sospesa. Ma scopriamo che, nonostante le "riforme", il nostro esercito professionale conta ancora 190mila uomini, tra i quali il numero dei comandanti - 600 generali e ammiragli, 2.660 colonnelli e decine di migliaia di altri ufficiali - supera quello dei comandati.
Scopriamo che il nostro Governo continua ad acquistare "sistemi d'arma" sempre più costosi, dalla portaerei Cavour, alle fregate FREMM (5.680 milFrancesco Vignarcaioni di euro) al cacciabombardiere Joint Srike Fighter (13 miliardi di euro); e che il "mercato" delle armi, con i Governi principali committenti, è tutt'altro che libero: sono al contrario stretti i rapporti tra Forze Armate e industria bellica e frequenti i passaggi di militari a fine carriera dall'una all'altra schiera.
Francesco Vignarca, coordinatore nazionale di Rete Italiana per il Disarmo, si occupa di spese militari, produzione e controllo degli armamenti. E’ autore di “Mercenari Spa” (Bur-Rizzoli). |
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Il libro che dice la verità sul caso
Battisti.
Contro l’estradizione di Battisti per la chiusura della
stagione dell’emergenza! - pp.154 |
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Da vent'anni l'interesse per Guevara cresce ma questo non significa che lo si conosca meglio. Anche a Cuba si è preferito venerare la sua icona di guerrillero eroico, senza fare i conti con la sua riflessione politica e teorica sul “socialismo reale”. Così nell'isola si è continuato a pubblicare poco mentre all'estero sono stati venduti libri soprattutto fotografici e del periodo giovanile, spesso solo per operazioni commerciali.
La vendita dei diritti su tutte le opere di Guevara alla Mondadori di Silvio Berlusconi, ha innescato una appassionata polemica su tutti i mass media. Una polemica non inutile se ha provocato almeno in parte la fine dei divieti sui suoi testi inediti. Dopo quarant’anni i cubani possono finalmente conoscere le critiche di Guevara all’Urss. Questo libro si concentra su questo aspetto tracciando un vivace ritratto del “Guevara sconosciuto”, ricostruendo aspetti poco noti, o deliberatamente taciuti, corredandoli di nuovi documenti inediti. pp. 214 |
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“Come un portiere di notte: Come un portiere di notte, controllo la stanza, la voglia e il respiro. / Come l’uomo assaporo le labbra, il corpo nudo, la rabbia, le angosce e, come chi non potesse fermare il tempo, tutto è mutabile. Oh mia adorata donna.” “Il cioccolato: Quando il cielo è celeste l’afa sta in ombra e le donne si scialacquano nel cortile. Una mora, con gli occhi neri ha compiuto gli anni, una torta al cioccolato le ha promesso l’uomo. Il piacere degli dei” pp. 88
MIMMO MARTORANA è nato in provincia di Catania nel 1959 e vive a Carpi. E’ sindacalista e poeta da molti anni. |
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Un paese isolato dell’Appennino emiliano vicino a un passo percorso un tempo dai pellegrini per Roma e ora battuto da spalloni della droga; una strana comunità che ha tagliato le comunicazioni con il mondo; un losco imprenditore legato al traffico di quella droga trovato morto sotto il più antico ponte di Parma. Stavolta il commissario Soneri ha per le mani un caso tra i più spinosi della sua carriera anche perché le sue indagini lo mettono a confronto con un uomo di Dio, uno strano prete dalla fede eversiva, finito tra quei monti per punizione.
VALERIO VARESI è nato a Torino nel 1959 ed è giornalista della redazione bolognese di La Repubblica. E’ autore di diversi romanzi, dall’esordio di “Ultime notizie di una fuga” pubblicato da Mobydick nel 1998 alla serie di romanzi legati alla figura dell’ispettore Soneri, personaggio approdato in tv nella serie di sceneggiati Nebbie e delitti su Rai Due. |
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Quando all'Infoshop Mag6 ci viene richiesto
quale edizione del Corano consigliamo, indichiamo senz'altro quella
curata da Hamza Roberto Piccardo, pubblicata già nel 1994
dalle Edizioni Al Hikma e ora riproposta dalla Newton & Compton
ad un prezzo peraltro accessibilissimo (appena 9.900 lire).
Si tratta di una edizione integrale e commentata, che esce con
la revisione ed il controllo dottrinale dell'Unione delle Comunità
ed Organizzazioni Islamiche in Italia.
Dopo l'undici settembre e con la guerra in corso è evidente
l'importanza di attingere direttamente alla fonte prima della
fede islamica, in modo da abbandonare gli stereotipi che si basano
sul "sentito dire", e conoscere una buona volta da sé
il libro che per alcuni di quelli che non l'hanno mai letto è
diventato la fonte di ogni male. |
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Gli autori: Ornella Bellucci, Silvia Dai Pra', Alessandro Leogrande, Stefano Liberti, Alberto Nerazzini, Antonio Pascale, Gianluigi Ricuperati, Piero Sorrentino.
Otto tra i migliori narratori di quest’Italia contemporanea (giornalisti, reporter, scrittori) hanno deciso di consegnarci un’inchiesta a più voci "del corpo e del sangue" di questa terra. Nostri concittadini e fratelli prima che autori, hanno messo in campo la loro acutezza di sguardo e il loro coinvolgimento emotivo, per mostrarci come la scrittura possa essere ancora oggi un gesto politico: necessario e meraviglioso. Imam precari, camorristi commoventi, body-builder impauriti, pensionati schiacciati dai debiti, mamme sull’orlo della follia, bambini troppo sicuri di sé, ecologisti senza scrupoli, operai in scenari da fantascienza, criminali che esaltano le folle.
Raccontare l’Italia vuol dire raccontare un paese sospeso tra il desiderio mai realizzato di emancipazione civile e il viscerale richiamo di uno spirito arcaico. Vuol dire parlare di una nazione che si trasformando senza modelli da seguire, senza tradizioni con cui confrontarsi. Vuol dire scoprire i conflitti profondi che si celano dietro le facili rappresentazioni dei telegiornali. Illegalità e legalità, diritti civili e sopruso, culto dell’immagine e impegno sociale. La speranza di un futuro possibile e la disillusione di una nazione allo sbando. |
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Immaginiamo un grande meteorite che colpisca la Terra. Farebbe un buco enorme. Ecco come il trauma colpisce l’identità della persona. La persona che ha subito molestie sessuali vive un “buco” di umiliazione, vergogna, assenza interna e disperazione. Ciò può commuovere qualsiasi spettatore, ma non ci sono spettatori che hanno una conoscenza intima dell’avvenimento.
La vergogna e l’umiliazione della vittima occultano qualsiasi cosa. Questo volume introduce in un mondo interno e nascosto, raramente ammesso o rivelato. Operando una scelta inedita e coraggiosa, questa pagine illustrano la sequenza terapeutica nei dettagli concreti, come un minuzioso diario di lavoro. Nessuna descrizione astratta o teoria generica.
Seguendo il modello clinico psico-corporeo, l’autore suggerisce un approccio che coinvolga anche gli aspetti corporei, oltre naturalmente quelli mentali, per osservare e intervenire nel setting clinico. Come un sarto impegnato in un’opera di ricucitura, occorre un’attenzione quasi maniacale alla necessità che tutti i materiali clinici siano sempre in co-evoluzione sincronica: che la mobilizzazione corporea sia coerente con la capacità cognitiva di comprensione e che il tutto sia sempre vissuto all’interno di una relazione terapeutica positiva. Queste pagine di descrizione diretta delle sedute terapeutiche non saranno facili per il lettore.Potrà guardare una realtà che non ha mai conosciuto. Forse alcune persone dovranno saltarle.
Gli episodi che hanno perseguitato la vittima sono come un incubo ripetuto e indimenticabile. Il lettore potrebbe reagire dicendo: “Non avrei mai immaginato che qualcosa come questo potesse succedere!”. Sembra intollerabile, ma sappiamo che tutto è reale.
(dall’introduzione di J. Liss) |
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Il libro si compone di saggi brevi su puntuali argomenti che compongono un suggestivo mosaico di riflessioni sulle questioni di più bruciante attualità, tra inquietudine, rassegnazione e germinazione del nuovo. Intellettuali affermati (Serge Latouche, Pietro Barcellona, Maurizio Chierici...) e altri studiosi, fra cui molti giovani, riflettono sulla società mondiale attraverso temi-chiave che si rivelano come preziose passwords per entrare in un “più dolce avvenire“: clima, decrescita, democrazia, laicità, lavoro, migrazione, pace, salute, scienza... Il lessico, a tutto campo disciplinare, dà ragione della complessità del nostro tempo e della nostra condizione e al tempo stesso mostra una freschezza espositiva che lo rende insieme accessibile e appassionante per il lettore che lo prenda in mano. Come manuale-dizionario per lo studio, come strumento diffuso di conoscenza e di autocoscienza culturale e “politica”, come strumento di relazione.
Un alfabeto dedicato soprattutto ai giovani, agli studenti, a chi ha iniziato ora (il fatto nuovo), senza ideologie e senza scuole, con la freschezza della speranza e dell’impegno, un percorso nella politica e nell’amministrazione della cosa pubblica. pp 348 |
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Il Ladakh, o “Piccolo Tibet”,
è un luogo dalle risorse limitate e dal clima estremo,
eppure, per più di mille anni, è stato la culla
di una cultura fiorente. La frugalità e la reciprocità
tradizionali, unite a un’intima conoscenza dell’ambiente,
hanno consentito ai Ladaki non solo di sopravvivere, ma anche
di prosperare. È venuta poi la “modernizzazione”
che, presentatasi come veicolo di “progresso” e di
prosperità, ha prodotto inquinamento, prevaricazione e
avidità.
L’equilibro ecologico e l’armonia sociale, che hanno
regnato per secoli, sono minacciati dalla pressione del consumismo.
Sulla base di questa diretta esperienza antropologica si muove
l’intero pensiero dell’autrice, che indica i limiti
della società occidentale, stutturata sull’interazione
fra scienza, tecnologia e un dominante paradigma economico, che
sta portando a una sempre maggiore centralizzazione e specializzazione.
A partire dalla rivoluzione industriale, la prospettiva esistenziale
della persona si è ridotta drammaticamente a favore di
unità economiche e politiche sempre più tecnocratiche
e autoreferenziali. L’alternativa nasce dalla comparazione
del futuro col passato. Senza nostalgie idilliache, solo allargando
il concetto di conoscenza e decentralizzando le strutture politiche
ed economiche si potrà aspirare ad una società più
equilibrata, sobria e responsabile.
Una lezione di saggezza dell’arcaico Ladakh. |
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"Vorrei esortare chi crede nella possibile
incarnazione dei valori evangelici, a leggere con occhi puri di
fanciulli Il giornale dell'Anima, per imitare l'Autore nell'impegno
di ininterrotto colloquio con Dio, convinti, al pari di lui, che
solo l'umiltà e la mitezza assicurano ai credenti cammino
di fede.
Evidentemente Il Giornale dell'Anima non è tutto Papa
Giovanni, ma contiene quanto basta per individuarne la vocazione
e la formazione, l'impegno e il successo.
Alberto Melloni ci presenta il Giornale dopo averlo fatto oggetto
di lungo studio, lo ha letto, commentato, annotato, direi che
vi è entrato dentro, avendo percorso tutto l'itinerario
roncalliano dai 14 agli 82 anni; ringrazio Melloni di aver fatto
scoprire anche a me altri fuochi e altre luci." (dalla prefazione
di Loris F. Capovilla) |
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"Nel giugno del 1942, a Leopoli, in
circostanze insolite, una giovane ss che stava per morire mi confessò
i suoi delitti. Voleva morire in pace, mi disse, dopo avere ottenuto
il perdono da un ebreo. Ritenni di doverglielo rifiutare."
Chi parla è Simon Wiesenthal, il noto "cacciatore
dei nazisti" del dopoguerra, che, a distanza di tempo da
quell'episodio, continuando ad esserne turbato, decide di andare
a visitare l'anziana madre della ss, pur non trovando il coraggio
di rivelarle la verità su suo figlio e decide altresì
di raccontare quella vicenda chiedendo infine a se stesso e ad
altri testimoni ed intellettuali: "-Ho avuto ragione o torto
negando il perdono?" Nasce così Il girasole, pubblicato
per la prima volta nel 1970 e ora arricchito da nuovi contributi.
Nella prima parte abbiamo il racconto vero e proprio di Wiesenthal,
nella seconda troviamo le risposte delle 47 persone da lui interpellate. |
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Il più autentico e subdolo nemico
della libertà è, secondo Noam Chomsky, l'oligarchia
delle multinazionali e delle corporation, una degenerazione che
ha creato una sorta di "governo occulto".
È un sistema costruito sui segreti inconfessabili, come
testimonia il lungo elenco di malefatte e di crimini perpetrati
nel mondo "in nome della democrazia". Sulle illusioni,
come quelle dell'indipendenza dei media.
Sulle bugie, in politica estera e interna. Sui falsi miti, come
quello dei fantastici vantaggi della "flessibilità".
Il risultato è un baratro che aumenta l'insicurezza e minaccia
la società civile, strangolata nella morsa tra i privilegi
di pochi e la drastica riduzione dei diritti di molti. pp.174 |
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TARGET: Per tutti.
Il convegno sul lavoro minorile nel mondo è stato organizzato
da Mani Tese a Firenze nel 2004. Questo libro raccoglie gli interventi
di 16 delegati di Paesi e Istituzioni internazionali.
Seguono approfondimenti di 12 esponenti del mondo del lavoro
tra cui Willy Thys, segretario generale della Confederazione mondiale
del lavoro. 12 rappresentanti delle Ong sono intervenuti sulle
responsabilità della società civile.
I temi “Ruolo e coerenza degli interventi delle istituzioni,
dei governi e delle parti sociali sulla lotta al lavoro minorile”
e “Come eliminare lo sfruttamento del lavoro minorile, lottare
contro la povertà e garantire l’istruzione universale”
sono stati affrontati da numerosi esperti.
Il libro raccoglie numerose domande e risposte oltre a preziose
testimonianze degli stessi minori. I testi sono riportati nelle
lingue in cui sono stati pronunciati: italiano, inglese, francese,
spagnolo e portoghese. Siamo di fronte a un manuale, quasi minienciclopedia,
sul lavoro minorile nel mondo. pp. 256 |
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«Chi controlla il passato controlla
il futuro. Chi controlla il presente, controlla il passato».
Con questo esergo di George Orwell si apre l’abnorme reportage
che avete in mano: l’opus magnum di un maestro del giornalismo
di denuncia, frutto di trent’anni di ricerche, che negli
USA ha avuto decine di edizioni a tiratura forzosamente limitata
ed è stato salutato dai maggiori intellettuali radical
come il Repertorio Definitivo delle marachelle statunitensi.
Se nell’avvertimento orwelliano sta il motivo ispiratore
di questo Libro nero e nella completezza – insuperabile
– il suo pregio più evidente, la forza vera è
nei documenti, sempre di prima mano, nelle argomentazioni, stringenti
e appassionate, nello stile, che vira imprevedibilmente dall’oratio
severa all’ironia al sarcasmo e di nuovo all’invettiva.
Questa edizione italiana è unica al mondo. Ai cinquantasei
capitoli firmati da William Blum, che percorrono vicende note
(ma veramente note?) e oscure (chi saprebbe dire cos’è
successo in Albania fra il ’49 e il ’53 o in Ghana
nel ’66?), Nafeez Mossadeq Ahmed, autore di Guerra alla
libertà (Fazi, 2002), ha aggiunto con la supervisione dello
stesso Blum dieci nuovi capitoli sulle vicende degli ultimi anni
e sui possibili scenari futuri. Quali? Come scrive Blum, «purtroppo,
a quelli come me, grazie ai governi americani, il lavoro non manca
mai». - pp.912 |
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“DUE SOCIETA’ DI CLEARING INTERNAZIONALI
LIQUIDANO DA SOLE LA PARTE SOSTANZIALE DELLE TRANSAZIONI TRANSFRONTALIERE
DEL PIANETA FINANZIARIO"
Il Lussemburgo, piccolo paese senza storia e senza scandali al
centro dell’Europa, conta 217 banche registrate. Il Lussemburgo
e la sua leggendaria discrezione. Il Lussemburgo, la sua casa
reale e i suoi uomini politici con un avvenire europeo. Il Lussemburgo
e il sostegno irremovibile di cui gode dal 1945 da parte del Grande
Zio d’America. Il Lussemburgo che sprofonda sotto il peso
dei dollari, degli euro, dei franchi, degli yen, dei marchi, dei
fiorini… Il Lussemburgo e i suoi 430.000 abitanti, dove
554 miliardi di dollari sono stati capitalizzati in borsa nel
1992: quattrocento volte più che nelle Bahamas, cinquanta
volte più che nelle isole anglo-normanne della Manica,
venticinque volte più che nelle isole Cayman, sei volte
più che nelle Bermuda, due volte più che a Singapore,
più che a Hongkong…
La maggior parte dei lussemburghesi ignora completamente ciò
che riveliamo in questo libro. Ignoranti non vuol dire per forza
“ingannati”. Si possono anche ignorare i dettagli.
La struttura finanziaria che mettiamo in discussione si chiama
Clearstream: quest’appellativo è recente. Il cambio
di etichetta è avvenuto nel settembre 1999. Prima, Clearstream
si chiamava Cedel, il cui significato è Centrale di consegna
di valori mobiliari. Cedel fu fondata il 28 settembre 1970 in
Lussemburgo, come una delle due camere internazionali di compensazione.
L’altra si chiama Euroclear e ha sede a Bruxelles. Si è
soliti dire e pensare che il denaro, soprattutto quello virtuale,
quello dei computer delle banche, non lascia traccia e sfreccia,
alla velocità della luce, da un conto all’altro,
da un paradiso fiscale all’altro. Senza lasciare traccia
dei suoi passaggi.
E’falso.
La traccia del denaro, e dei suoi incessanti movimenti, si trova
registrata nella contabilità di queste camere di compensazione.
Negli archivi molto speciali delle cosiddette “società
di clearing”. Ovviamente il problema sta nell’essere
in grado di leggere questa contabilità. Di interpretare
queste tracce”.
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Un articolato percorso di riflessione attraverso i temi cruciali del pensiero filosofico di ogni tempo, teso a rendere omaggio e a riportare alla luce una figura di straordinario rigore teoretico e umano come quella di Pietro Maria Toesca. Gli autori qui riuniti – colleghi, amici, discepoli – in un fitto e articolato dialogo-confronto sui temi cari a Toesca e sul suo stesso pensiero, hanno contribuito a rimettere in moto il senso, mai venuto meno, della meditazione del grande Maestro Utopico, che non si accontentò mai di considerare la filosofia come esercizio d'astrazione, ma piuttosto come pratica di vita capace di dare un senso alla comunità degli uomini. Ai contributi di carattere saggistico e filosofico si alternano nel volume interventi di taglio più intimo e memorialistico, che ricostruiscono la vicenda umana di Toesca nel suo svolgersi tra conflitti, lotte e orgogliose rivendicazioni di libertà e indipendenza, così da riportare, anche sulla pagina, quella insopprimibile e originaria unità di teoria e prassi che fece di questo Maestro una guida e un educatore per intere generazioni di studiosi. pp.360
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Un giovane, che gira il mondo zaino in spalla e si guadagna da vivere con piccoli lavori che gli consentono di continuare a viaggiare, si imbarca un giorno con dei pescatori di coralli e approda su un'isola semideserta. Lì decide di fermarsi.
Sull'isola il giovane si trova di fronte una comunità a suo modo felice, che lo accoglie e lo integra velocemente. La vita prosegue serena fino a quando l'acqua nei pozzi comincia a scarseggiare e poi si esaurisce completamente.
Nell'isola c'è anche un padrone, che vive in una villa al centro dell'isola. Il suo pozzo è l'unico ancora pieno. Per ottenere l'acqua della sopravvivenza, il villaggio decide di vendergli tutti i pozzi vuoti.
Una storia, un apologo che con sobrietà ricostruisce la parabola del “progresso” per lasciar intravedere una possibilità diversa di produrre e lavorare per il bene comune. - pp.168
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Da sempre la questione araba e islamica segna
profondamente gli equilibri politici tra Unione Europea, Medio
Oriente e Stati Uniti, ma mai come oggi si è imposta la
sua centralità nel complesso disegno di costruzione dei
rapporti tra i paesi sulle due sponde del Mediterraneo.
I trattati di Oslo e il processo di Barcellona parevano aver
dato l’avvio a un consolidamento dell’Europa come
polo alternativo a quello americano, anche se nell’ottica
di uno sviluppo di tipo neo-liberista; il precipitare degli eventi,
dall’11 settembre 2001 a oggi ha messo in luce da un lato
i limiti dell’Europa, e dall’altro l’inconsistenza
del mondo arabo, di fronte a una mondializzazione militarizzata,
unipolare e apparentemente inarrestabile.
I testi di Samir Amin e Alì El Kenz raccolti in questo
volume sono dedicati all’analisi delle relazioni tra Europa
e paesi del Mediterraneo, una prospettiva resa di ancora più
bruciante attualità dalla spietatezza dell’azione
internazionale americana e dal disprezzo dimostrato verso il diritto
internazionale, soprattutto in relazione ai temi dello sviluppo
dei paesi arabi e dell’autonomia europea dal polo americano:
una scommessa che si gioca sulla capacità dell’Europa
di liberarsi dagli strascichi del Ventesimo secolo, che la incatenano
tuttora. - pp.192 |
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In breve
In una fase di declino del welfare state, lo spirito mutualista e partecipativo ricompare sotto nuove sembianze: investe singoli cittadini, gruppi di famiglie, enti locali, organizzazioni autogestite, mostrando un grande potenziale creativo e di trasformazione sociale. Una mappa aggiornata e critica delle forme attuali di mutualismo.
Il libro
Il "mutualismo" costituisce il filo conduttore, l'ispirazione di fondo che spinge Guadagnucci a interrogarsi sulle forme attuali della solidarietà sociale. Oggi, nell'era del neoliberismo e della deregulation, della riduzione del Welfare State e della crescita ipertrofica della mercificazione, la società sta reagendo e costruendo delle nuove forme di mutualismo, cioè di scambio socio-economico fondato sul dono e la reciprocità, su un forte senso di etica sociale nei comportamenti.Si tratta di una risposta forte, e dal basso, alle difficoltà dello stato di soddisfare i bisogni complessi della società.
Dal commercio equo alla finanza etica, dalla cooperazione popolare internazionale ai Gas (Gruppi di acquisto solidali), dalle fabbriche argentine autogestite alle banche del tempo nel mon- do occidentale, fino alle forme di autogestione di monete locali complementari, possiamo leggere questi fenomeni sociali come forme attuali di mutualismo, con una grande e inaspettata potenzialità.
Quello di cui abbiamo bisogno oggi è più innovazione e immaginazione sociale. Come suggerisce peraltro Ilya Prigogine:"Il possibile è più ricco del reale. La natura ci presenta in effetti l'immagine della creazione, della novità imprevedibile. Il nostro universo ha seguito un percorso di biforcazioni successive, ma avrebbe potuto seguirne altre. Forse possiamo dire la stessa cosa per la vita di ognuno di noi". |
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Saimir ha diciassette anni ed è da poco arrivato in Italia dall'Albania. È clandestino e lavora come muratore in un cantiere, naturalmente in nero, senza alcuna garanzia o sicurezza. Un giorno entra in un palazzo fatiscente, tocca il muro sbagliato e il palazzo crolla. Saimir rimane sepolto. Ma Saimir stava lavorando illegalmente: non può essere lì, è invisibile. Fuori si scatena la ferocia e l'avidità di chi è rimasto vivo, e anche chi fino a quel momento è stato capace di pietà, si inaridisce. "Il paese di Saimir" è la vigorosa denuncia, senza mezzi termini o rassicuranti sfumature, di come oggi un'imprenditoria senza scrupoli sfrutti l'immigrazione clandestina a proprio vantaggio. Attraverso una lingua dura e schietta, ma capace di commoventi aperture poetiche, Varesi traccia la parabola di un giovane lavoratore "fantasma" costretto ai meccanismi malati dell'edilizia illegale. È la storia di un'altra vittima, un altro corpo che va a ingrossare la tragica lista delle morti bianche.
pp. 320
VALERIO VARESI è nato a Torino nel 1959 ed è giornalista della redazione bolognese di La Repubblica. E’ autore di diversi romanzi, dall’esordio di “Ultime notizie di una fuga” pubblicato da Mobydick nel 1998 alla serie di romanzi legati alla figura dell’ispettore Soneri, personaggio approdato in tv nella serie di sceneggiati Nebbie e delitti su Rai Due. |
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Sembra che nella realtà contemporanea
sia operante una sorta di «legge del consumo» che
regola il funzionamento dell’intera società. Una
legge che impone in maniera crescente a tutti gli individui di
comportarsi sempre e comunque da consumatori.
Come se, nella impossibilità di definirsi sul piano sociale
in base alle variabili tradizionali (sesso, età, reddito,
eventualmente classe), soltanto con il contributo delle merci
gli individui possano trovare una loro collocazione.
Giunto al suo limite estremo, il processo di mercificazione crea
in tal modo una forma di dipendenza totale, che comincia col bombardamento
pubblicitario di cui sono oggetto i bambini fin dalla più
tenera età.
Il «viaggio» di Codeluppi nel mondo allucinante
del consumo coatto attraversa con la ricchezza di riferimenti
e la capacità di racconto già note ai suoi lettori
casi come quelli dell’invasione della scuola da parte del
fast food, del prevalere della pubblicità sul lavoro giornalistico,
della commercializzazione della musica giovane, della Business
Art, della Pubblipolitica, del Supersport, del Sesso globale e
del Corpo-flusso. |
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Amedeo Bergomi fa il selezionatore del personale. E’, apparentemente, un uomo sicuro di sé, ama il suo lavoro, sua moglie Monica, conosce l’ironia e sa vivere con un velo sottile di cinismo. Poi, un giorno, banalmente, durante un colloquio di lavoro, entra nella sua vita Biagio Fabbricatore, il detonatore con cui gli dei decidono di scoperchiargli l’esistenza.
Tra Amedeo e Biagio, queste due moderne e inconsapevoli incarnazioni del dolore, si stende il corpo di Clelia, enigmatica e bellissima. E intorno a loro un coro di personaggi solidi come ricordi, ombre di un passato che continua ad assediare il presente e la più dolente di queste ombre, Alice, la piccola figlia di Amedeo.
Ambientato in una provincia visionaria Il profilo dei lupi è un noir insolito e spiazzante, una ricognizione accorata sul male e sull’amore, capace di rievocare le atmosfere gelide e perturbanti del cinema di Chabrol e Clouzot.
Una moderna tragedia greca in cui i sentimenti si dimostrano come le più letali delle armi SIMONE CERLINI è nato a Reggio Emilia nel 1972. Il suo primo romanzo, Andreina delle frottole, è stato pubblicato nel 2004. pp.209 |
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«E’ questo un libro prezioso
sotto molti aspetti, ma soprattutto perché, attraverso
un’analisi precisa, puntuale, esauriente, ci racconta la
struttura, le coordinate, i postulati del pensiero geopolitico
(e implicitamente ci descrive la statura politica, culturale e
morale) degli occupanti del “ponte di comando” dell’Impero.
Tutto ciò va ben oltre il riesame organico e complessivo
dello “stato dell’arte” in materia di armi atomiche
e di strategie nucleari, che pure è l’asse centrale
del lavoro. […]
Questa offensiva planetaria dell’Impero è cominciata
prima dell’11 settembre. Molto prima. I materiali raccolti
in questo lavoro lo documentano in modo impressionante e, io credo,
definitivo». (Dalla prefazione di Giulietto Chiesa) |
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Che cosa succede quando un ateo, un buddhista,
un indù, un musulmano, un ebreo e un cristiano sono chiamati
a confrontarsi e a dire ciascuno la propria verità?
Questo libro ci propone la storia delle religioni come un'affascinante
narrazione, dove i singoli personaggi cercano di mettere in luce
gli aspetti più pregnanti della propria fede per vincere
un simbolico torneo. La ricerca dell'Assoluto si snoda per quattromila
anni lungo testi sacri e tradizione orale, teologia, filosofia,
poesia e scienza.
Questo libro è un primo passo nella galassia delle religioni,
una piccola bussola. L'autore da anni si dedica con passione a
favorire l'incontro tra culture e religioni ed è uno degli
animatori dell'Arzillier, casa per il dialogo interreligioso. |
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Il nonno di Gemma ha sempre vissuto in campagna
e, grazie alle sue conoscenze, le farà un regalo davvero
speciale. Gemma racconta tutta la storia e segna alcuni vocaboli
nella lingua italiana dei segni, la lingua naturale delle persone
sorde come lei.
"Questo libro rappresenta per noi che lavoriamo con i bambini
sordi un nuovo strumento da sperimentare. Il lavoro per avvicinare
i bambini sordi al testo scritto è molto lungo e richiede
molta attenzione.
Nel modello di educazione bilingue, adottato dalla Familis (Associazione
Nazionale Famiglie dei Sordi per il bilinguismo) si dice che per
far parte a pieno titolo di una società è fondamentale
conoscere bene la lingua scritta, per potersi muovere in maniera
autonoma nella vita di tutti i giorni" (dall'introduzione
di Luisa Gibellini, Terapista della Riabilitazione, presidente
della Familis). |
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Rastrellamenti, deportazioni, fucilazioni, torture.
I venti mesi di sangue della Repubblica di Salò lasciarono una striscia di dolore e rancore che trovò come primo drammatico esito la giustizia sommaria dei giorni della liberazione e poi i processi istruiti a carico dei maggiori criminali fascisti.
Utilizzando per la prima volta gli atti della Corte di Assise Straordinaria di Reggio Emilia si ripercorrono i drammatici giorni della feroce repressione antipartigiana e il tentativo fallito di dare giustizia alle centinaia di vittime della repressione dei corpi armati di Salò, al servizio dell'occupante tedesco. pp. 286 |
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"Non vorrai mica diventare una terrorista
come tua madre!" Scilla, studentessa tredicenne dell'ultraperiferia
romana, rimugina sulla frase rivoltale da una poliziotta dopo
la retata compiuta in un centro sociale.
Mamma Rosa che piazza una bomba da qualche parte? Proprio non
ce la vede, con quella faccia buona e i rotoli di ciccia che le
fanno venire il fiatone quando fa tre scalini di fila. Eppure
un poliziotto non si sbilancia cosi, se non c'è sotto qualcosa.
Che fare, allora? Scilla decide di mettersi alle calcagna di
Mamma. E da quel momento, seguendo la traccia di una busta gialla
chiusa in un baule scoprirà il segreto che cambierà
per sempre la sua vita. Età di lettura: da 11 anni. |
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Carmen Togni di Casalgrande (RE) è arrivata alla Edizioni Del Poggio per merito del Concorso Nazionale di Letteratura dell'anno 2009 "Emozioni in bianco e nero".
Nella sezione poesie è risultata vincitrice con "Canto Ultimo per Alda Merini": splendido omaggio alla poetessa recentemente scomparsa, che ben esprime il suo percorso esistenziale, la sua ricerca di Dio attraverso i percorsi umani, ora di sofferenza, ora di speranza. Dice Carmen Togni: dopo aver saputo della morte di Alda Merini, sono rimasta in silenzio per tutti i giorni seguenti leggendo e meditando tutto ciò che veniva riportato sulla stampa e mediante internet. Il venerdì successivo, in mattinata, la mia mano, guidata da non so quale imput, ha cominciato a scrivere.Le parole sono uscite spontaneamente. Alla fine, quando misi il titolo CANTO ULTIMO PER ALDA MERINI, la mia mano tremava... l'impressione era che quelle parole me le avesse dettate Lei mentre stava continuando il suo viaggio da pochi giorni intrapreso...
Il libro contiene un monologo inedito di Alda Merini rilasciato alla nostra autrice che gli è stata vicina negli ultimi anni della sua vita. E' corredato di bellissime foto inedite della poetessa, riprese in occasione della consegna della Laurea Honoris Causa a Messina. pp98 |
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11 settembre 2001. L'urgenza di rispondere
alla violenza che ha prodotto gli attacchi terroristici dello
scorso settembre ci ha letteralmente travolto, consegnandoci una
lettura degli eventi spesso parziale e univoca.
Eppure sono in molti a sostenere che le ragioni che hanno portato
a quella violenza sono decisamente più complesse e che
deve esistere un'alternativa alle risposte che l'Occidente ha
saputo e voluto proporre in quelle cirscostanze.
Da Edoardo Galeano e Susan Sontag, da Johan Galtung e Vandana
Shiva, da Noam Chomsky a Deepak Chopra e Arundhati Roy: voci fuori
dal coro che tentano di individuare e comprendere le ingiustizie
alla base dell'attuale escalation di violenza. |
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La storia che vorrei raccontare può
essere collocata nei primi decenni del Ventunesimo secolo, seppure
molti riferimenti risalgano indietro, fino agli anni Settanta
del Ventesimo.
Del resto, la fedeltà documentaria che m’interessa
non riguarda principalmente le date, e neppure i nomi dei personaggi;
alcuni di essi sono già morti; d’altra parte la
vicenda presenta lati non chiariti e rappresenta un momento
difficile, oscuro, nella storia del nostro paese; un momento
che, ancora oggi, molti vorrebbero dimenticare.
La storia tratta fondamentalmente di un ragazzo, di un giovane
che cerca il padre in condizioni difficili, pericolose; forse
lo cerca perché, in fondo, è alla ricerca di se
stesso, perché non riesce a identificarsi con la società
in cui si trova e lega sotterraneamente la propria identità
a una specie di scarto temporale. - pp. 128 |
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Nell'autunno 1943, in un campo partigiano dell'Alta Loira, quattro militanti trotskisti vengono trattati come prigionieri da partigiani di stretta osservanza stalinista. Tra loro c'è anche Pietro Tresso, detto Blasco, amico di Antonio Gramsci e uno dei fondatori del Partito Comunista d'Italia.
Inizia qui la vicenda narrata da Stefano Tassinari, attraverso l'uso di fonti storiche e documentali. Senza mai rinunciare alla dimensione letteraria, l'autore ricostruisce gli ultimi sette giorni di vita di Blasco e dei suoi tre compagni, sulla cui sorte si compirà, nel corso dei decenni successivi, una delle peggiori e colpevoli opere di rimozione mai pianificate dalla componente stalinista del comunismo.
Tra un capitolo e l'altro di quelli dedicati alla vicenda principale, Tassinari ne inserisce altri, ambientati tredici anni prima, e incentrati sul lungo e clandestino rapporto di Tresso con la sua compagna di vita Barbara. Attorno alle loro esistenze ecco comparire personaggi reali frequentati dalla coppia: il surrealista e rivoluzionario Pierre Naville, lo scrittore Ignazio Silone, Leone Trotsky e tanti altri. Tra verità e finzione romanzesca, tra sentimento e impegno civile, Il vento contro è l'inedito racconto di una pagina dimenticata della nostra storia recente. |
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Punti di forza
Un racconto, sotto forma di dialogo, fatto
di ricordi del passato e di riflessioni sul presente per voce
di un personaggio “scomodo”, fermo sostenitore di
una società equa
e solidale.
Il libro
Paride Allegri, intervistato da Giovanna Boiardi, narra le vicende
della sua intensa vita e, nel contempo, traccia la storia della
provincia di Reggio Emilia dal secondo conflitto mondiale ai
giorni nostri.
Ne nasce un ricordo sofferto e appassionato delle avventure
di un Italiano in lotta perenne contro le barbarie nazifasciste.
Un’esistenza spesa nell’aiuto
dei più deboli, dei perseguitati e della povera gente,
in una terra di pianura percorsa spesso a cavallo della sua bici
e agitata dai comizi “rossi”. Ma il libro, aldilà delle
emozioni tragiche e umanissime che ci regala nelle descrizioni
delle piccole storie individuali durante il conflitto bellico,
oltre alla testimonianza dell’impegno civile di un uomo,
si prefigura anche come atto di critica alla nostra società contemporanea.
Allegri
mette in evidenza i lati oscuri di decenni di politica italiana
spesso corrotta, intrigante e faziosa, il suo abbandono del Pci,
il rifiuto dell’America di oggi, per giungere infine –nell’ultima
fase della sua vita– a una posizione di militanza estrema
nella salvaguardia dell’ambiente. pp.320 |
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Promosso dall’Associazione DonnaSi
in collaborazione con il Premio Ilaria Alpi, è un libro
dedicato alla ricerca della verità.
I proventi delle vendite saranno destinati
a sostenere progetti di solidarietà per i bambini africani.
La pubblicazione propone uno sguardo nuovo su Ilaria Alpi, che
tutti conoscono come la giornalista di Rai Tre uccisa a Mogadiscio
insieme all’operatore Miran Hrovatin il 20 marzo 1994 e
sul cui omicidio non è stata fatta ancora luce. Si sa che
si è trattato di una esecuzione.
Di lei Ilaria Alpi, la donna, la giornalista, invece, si sa poco.
Ma conoscere “chi era Ilaria” è, in fondo,
la verità. Il racconto di Luciana e Giorgio Alpi, il ricordo
degli amici del premio televisivo Ilaria Alpi, gli articoli pubblicati
da Ilaria prima di entrare in Rai, la “sua Somalia”,
quella che si legge nei reportage delle missioni precedenti a
quella che le sarà fatale, alcuni degli ultimi appunti
ritrovati e due interviste inedite a personaggi chiave della Somalia
e forse anche della storia tragica di Ilaria: da queste pagine
emerge per la prima volta il profilo di una donna appassionata
e di talento, il ritratto di una donna a tutto tondo, una donna
giornalista: difficile distinguere la donna e la giornalista.
pp. 160
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L’esperienza concreta di alcune insegnanti di Treviso: racconti, ricordi, riflessioni di giovani adolescenti cinesi che lasciano trasparire un giudizio estremamente cauto sul nuovo contesto, con nostalgie nei confronti del luogo d’origine, dove la ricchezza delle trame sociali, il possesso della lingua e di altri strumenti culturali mettono in secondo piano le opportunità che pure può offrire una società ricca come la nostra. pp.91
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Verso una teologia narrativa
Sommario:
La teologia narrativa: storia e contenuti.
Destinatari:
Teologi e cristiani impegnati
Recensione:
Trent’anni or sono la teologia narrativa entrava nel dibattito
teologico mondiale, avviando un confronto su etica narrativa,
pedagogia narrativa, esegesi narrativa e catechesi narrativa.
Si è compreso che, come spiegava Umberto Eco, "di
ciò di cui non si può teorizzare, si deve narrare",
e che "la fede cristiana si capisce veramente solo raccontando
una storia".
Da allora, la questione di come dire Dio oggi è resa
ancor più complessa dalle molteplici lingue in cui il nome
di Dio è pregato sotto ogni cielo. In un mondo sempre più
secolarizzato, anticipava il teologo canadese J.M.R. Tillard,
le chiese ridotte a piccoli resti di praticanti convinti saranno
indotte a raccogliersi attorno all’essenziale: la parola
di Dio raccolta nella Bibbia e i sacramenti riassunti nell’eucaristia.
Due ingredienti quanto mai raccontabili.
La Bibbia, costituita in larga parte di narrazioni, e l’eucaristia,
racconto dell’ultima cena di Gesù coi suoi amici,
a sua volta plasmata su quell’altro racconto-matrice che
è il seder pasquale dell’antico Israele.
"In principio era il racconto" è stato scritto
per proclamare l'alternativa che abbiamo davanti: o le chiese
cristiane reimpareranno a narrare efficacemente le loro storie
fondative, o difficilmente potranno sperare di avere un futuro
significativo per l’umanità. Come recita un midrash
ebraico: "Dio ha creato gli uomini perché Egli - benedetto
sia - adora i racconti!". pp. 208 |
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“Ripercorrere l’esperienza di Alexander Langer consente di seguire un itinerario di vita pieno di avventure, attraverso i luoghi cruciali della storia d’Italia e d’Europa dagli anni trenta del Novecento fino alla fine del secolo. A seguire la vita di Langer si ha poi la possibilità di compiere un viaggio vorticoso in compagnia di un personaggio straordinario, spinto ogni volta dalla propria sensibilità e intelligenza a trovarsi là dove le crisi scoppiavano più acute.
Un personaggio mosso d’altra parte da un’inesauribile curiosità per gli altri, tale da porlo al centro di una fittissima rete di relazioni, cercate e coltivate con cura, prima nell’ambito del mondo cattolico e poi nella sinistra rivoluzionaria, fra i Verdi, al Parlamento europeo o nell’inferno del conflitto in ex Jugoslavia.
Un uomo, ancora, reso via via più fragile e sofferente dalle proprie debolezze, tanto più acute per la connaturata attitudine a caricare su di sé i pesi degli altri. pp. 237 |
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Che cosa può fare una formica di fronte
a un esercito che avanza picchiando gli stivali per terra a ritmo
di marcia? Nulla, a meno che non sappia maneggiare le lettere
dell'alfabeto.
E' così che la formica Ina "…andò a
prendere le lettere e compose queste domande: Perché picchiate
gli stivali per terra? Perché andate a fare la guerra?
Quando il generale si trovò quelle domande scritte davanti
ai piedi, si fermò di colpo e rimase come smarrito nei
suoi pensieri… Che vergogna pensò il generale, vado
a fare la guerra e non so neanche il perchè.
Si grattò la testa e girandosi verso i soldati disse:
Cari amici, perché andiamo a fare la guerra? Io in verità
non ne ho la minima idea…I soldati dissero: - Ma signor
generale, se non lo sa lei che è il capo dell'esercito,
noi come facciamo a saperlo? -Be' disse il generale,- visto che
nessuno lo sa, è meglio tornare indietro e lasciare in
pace i nostri nemici ma anche le formiche! |
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"Il settimo sigillo", a dispetto della sua estetica medievale, si impone ancora oggi come efficace esempio di prodotto storico-culturale e al tempo stesso segna la definitiva consacrazione di un autore tra i più impegnati e controversi della Settima Arte. La strenua riflessione sull'uomo, il dubbio esistenziale, la necessità della fede, fanno di questa pellicola un imprescindibile fulcro dell'opera di Bergman; ma qui, più che altrove, il regista insiste sul valore simbolico del viaggio inteso come conoscenza di sé e ricerca spirituale.
Il Cavaliere Block ingaggia una sfida a scacchi con la Morte: gioco dalla forte valenza allegorica e approdo metafisico nell'economia della narrazione; il Crociato deve guadagnare tempo per raggiungere la meta e dare una risposta che plachi l'ansia della sua esistenza. L'Apocalisse è alle porte, la peste dissemina orrore e Dio resta celato nel silenzio; Block intuisce che la ricerca non sarà stata vana se anche a un solo spirito puro verrà concessa la via della salvezza. pp. 149 |
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La mafia esiste ancora? E, soprattutto, la
si combatte ancora? E come? Questo libro ripercorre la storia
di una partita mortale: dagli anni '80, quando un pugno di magistrati
(Falcone e Borsellino tra gli altri) inventarono il "pool"
e misero in crisi Cosa Nostra, alle stragi che li fermarono; dagli
arresti voluti da Caselli alle campagne mediatiche per beatificare
gli imputati eccellenti; dal "patto" tra Stato e mafia
del 1993 a oggi, con il patto scaduto e i boss in carcere sempre
più irrequieti. Documenti, drammi, retroscena di una vicenda
sommersa, una storia lontana dai riflettori, una bomba che può
esplodere in ogni momento. |
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Questo libro, il primo di Almayer Edizioni,
inaugura la collana
«Asino chi legge», un’idea editoriale che si
sviluppa sulla base di un’esperienza di attività
di animazione ed educazione alla lettura rivolte soprattutto ai
bambini.
V’interessa l’asino perché sapete ancora poche
cose su questo straordinario animale?
Vorreste avere al vostro fianco un asino, per trascorrere piacevoli
momenti con lui? Oppure vorreste averne tanti, di asini e di asine,
farci un sacco di cose insieme e magari fi nire a pensare che
con loro è possibile cambiare vita e lavoro? Oppure ancora
gli asini già li avete, ma vorreste conoscerli meglio?
Ebbene, questo libro è per voi. |
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"Io mi chiedo se è vero che vogliamo
stare meglio, quando quotidianamente facciamo di tutto per stare
peggio. Cioè facciamo una cosa sola: obbediamo ciecamente
al mercato, al furore tecnico-economico che domina il mondo.
Lavoriamo di più, più in fretta, più ansiosamente.
Per che cosa? Già chiederselo è un miracolo, perché
non c'è più tempo per chiederselo" (Alex Langer).
In questo libro, esponenti qualificati di tre importanti movimenti
di opinione -il WWF, il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, la Campagna
Bilanci di Giustizia- si sono messi insieme per tracciare una
strada. Da dove a dove? Dal punto in cui è arrivato questo
mondo, al punto in cui dobbiamo condurlo nel giro di una generazione
perché ci sia ancora bellezza, gioia e giustizia. |
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Destinatari:
Per tutti. Consigliato alle scuole e gruppi per rappresentazioni
teatrali.
Dalla storia di tre donne immigrate nasce la riflessione sulla
necessità di creare una società interculturale basata
sul dialogo.
Recensione:
«Scrivo per ricordare da dove vengo
Scrivo per non dimenticare cosa voglio»
Attraverso le storie di tre donne immigrate, Drasla, Alina e Farida,
quest’opera al femminile illumina la complessità
emotiva di chi lascia il proprio paese di origine.
Intense le voci delle protagoniste, impegnate a conservare la
propria identità e i propri progetti di vita e a confrontarsi
con una realtà sociale e culturale che spesso non le contempla.
Il testo riflette sulla necessità, per la società
contemporanea, di confrontarsi con l’alterità, di
mettersi in relazione con il diverso, relativizzando il pensiero
assolutistico delle culture occidentali. Una premessa necessaria
alla creazione di una società interculturale basata sullo
scambio e sul dialogo. |
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Dalla prefazione di Enos Rota:
Avrei voluto in occasione del 15° anniversario della morte di Pier, e nel 20° di "Biglietti agli Amici", dedicargli un piccolo testo dove avrei riportato quei 50 incontri in Italia e i 5 all'estero in cui ho parlato di lui nel presentare il mio libro "Caropier" e in tanti me.
lo avevano proposto e richiesto giusto per ricordare la sua figura e le
sue opere, che mi hanno visto in movimento in questi ultimi 5 anni, con
una attività intensa, contatti sempre interessanti e una molteplicità
di soddisfazioni che lui continua a regalarmi forse vedendo dall'alto,
l'impegno che metto nel portare avanti le iniziative a suo nome.
E credo
che avrei sorpreso non pochi lettori perchè ovunque mi è stata riservata una accoglienza calorosa, indimenticabile, una
partecipazione affettuosa alla vicenda legata a Pier a dimostrazione di quanto sia ancora seguito a tanti
anni dalla morte.
Avevo pensato che sarebbe stato bello stavolta, dopo due edizioni di testimonianze dei lettori, dedicargli qualcosa di attinente alla sua attività più
naturale, cioè quella della "scrittura" e del confronto che incessantemente
egli provoca a chi si avvicina a questa
strana pratica che lo vide man mano appassionarsi dagli ultimi anni del
liceo in una progessiva escalation fino all'uscita del suo primo "Altri
Libertini" e poi via via in un percorso quanto mai vivo ed efficace attraverso Pao-Pao, Rimini, Biglietti agli Amici, fino a sfociare nell'ultimo gran romanzo della maturità "Camere Separate".
Quando Ennio Trinelli, che ringrazio per avermi coinvolto in tante occasioni per promuovere validissime iniziative su Viky, mi illustrò la sua felice idea di raccogliere in una antologia, scritti di giovani e non giovani esordienti invitandoli a descrivere il loro rapporto con la narrativa tondelliana, io fui subito entusiasta perchè da tempo volevo proporre qualche interrogativo del tipo "Che cosa suscitano oggi le sue pagine? Che impatto emotivo possono avere su chi si appresta a "raccontare" e "raccontarsi"?
Tondelli ha un messaggio da trasmettere anche oggi? e se sì in che senso, in quali direzioni, e con quali conseguenze? Sono queste più o meno le domande poste agli Autori che ci hanno poi inviato i loro interventi.
Interventi che nei contenuti richiamano temi cari a Pier Vittorio, ma che vivono, naturalmente, di esperienze proprie, legate anche alla letteratura di Tondelli, senza però esserne figli ingrati. |
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Con la teoria del valore Marx ha affrontato e destrutturato la macchina del capitalismo. In questo testo, passando attraverso il fenomeno Cina, si affronta il problema da un altro angolo di lettura. Produzione e consumo non esauriscono infatti i luoghi dell’economia capitalista, ma sempre di più i rifiuti e gli scarti sono l’enorme accumulo di un’economia che ha al centro lo spreco e la devastazione dell’ambiente.
Qui nasce un nuovo percorso della critica non solo del valore ma della s-valorizzazionecioè la critica del necessario “smontaggio” del capitalismo. Non solo “decrescita” ma anche critica dello s-valore come chiave della complessitàcapitalistica. pp.160 |
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Questo libro propone strategie per la ristrutturazione
ecologica della produzione e dei consumi e mostra come un'economia
leggera non possa essere separata dalla giustizia.
Senza forme di benessere che siano possibili per tutti sulla
Terra non è possibile immaginare un futuro sostenibile.
Che cosa vuole dire questo oggi e per i prossimi decenni in Italia?
Quali progetti di futuro hanno in Italia le forze politiche, economiche
e culturali?
E' quanto cerca di stabilire questo studio, coordinato da Gianfranco
Bologna, segretario del WWF Italia e sottoscritto dalla Rete di
Lilliput. Al lavoro preparatorio hanno contribuito, tra gli altri,
Alberto Castagnola, Wolfgang Sachs, David Calef, Maurizio Meloni,
Francesco Martone. |
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"Il numero di immigrati in Italia è più che triplicato solo nell'ultimo decennio. Sono oltre tre milioni. E i bambini? Nessuno lo sa con precisione. Sono meno che in altri paesi europei, ma certo in questi anni da noi il malcontento e il razzismo verso di loro è cresciuto, fomentato anche da alcuni movimenti politici. Ho iniziato a insegnare nel plesso di Reggio Emilia come maestro elementare di ruolo nel 1983. Per alcuni anni, fui distaccato dal normale insegnamento su classe per curare un progetto ministeriale per l'integrazione dei bambini stranieri. Allora c'erano solo alcune decine di bambini di origine non italiana, ora diverse centinaia, ma quel progetto è soppresso da tempo.
Fin da principio ho preso l'abitudine di trascrivere parole, frasi, conversazioni, testi scritti da questi bambini. In più di un'occasione sembrava di rivivere la favola del Brutto Anatroccolo, ma non sempre. Una volta ambientati in Italia, ho chiesto loro cosa ne pensassero dell'Italia e degli italiani. Ho raccolto i frammenti di tante storie, riflessioni, confidenze piene di speranza e di paura, di realtà e di fantasie, di tristezze e di allegrie, di ingenue osservazioni e di fantastici fraintendimenti. Ne è uscito questo ritratto inedito dell'Italia di oggi e degli italiani. Ho cambiato i loro nomi per ragioni di privacy, ma non la loro età e la loro nazionalità". pp. 237
GIUSEPPE CALICETI insegna a Reggio Emilia dall’età di vent’anni. E’ autore di numerosi libri per bambini, ragazzi, adulti. E’ responsabile del servizio comunale Baobab/Spazio Giovani Scritture di Reggio Emilia. |
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