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Uno strano incontro avvenuto in un locale di Tel Aviv gestito da un arabo chiamato Hal – Caffè Hal, appunto. L’anonimo narratore, reduce da una scombussolata storia d’amore, si imbatte in un uomo misterioso, seduto solitario al tavolino, e decide – con una delle decisioni (apparentemente) improvvise che possono capitare a chiunque – di offrirgli da bere. Tutto questo si intreccia con la storia dell’allevamento Rashid, il più grande allevamento di asini dell’intera striscia di Gaza. La famiglia Rashid è in attesa della nascita del primogenito di Khalid, un evento previsto per una data ancora imprecisata, ma, comunque, verso la fine di dicembre. Lo sfondo è quello del muro, odierno segno tangibile di una guerra – quella tra arabi e israeliani – apertasi quasi 5000 anni fa e puntualmente rinfocolata da numerosi interessi, compresi quelli del commercio internazionale di armi. |
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Il carcere è un mondo immerso nella società, ma è anche un’istituzione sempre pronta a ripararsi dagli sguardi estranei, nascondendosi dietro le mura di cinta. Un’istituzione che si trasforma, ma che rivela anche un’impressionante continuità nei meccanismi che dominano il suo funzionamento quotidiano, nella sua materialità fatta di sbarre, cancelli e camminamenti di ronda. È per questa ragione che sin dalle pagine introduttive di questo volume il lettore è gettato in modo forse irriguardoso tra celle e sezioni, ‘domandine’, ‘infami’ e cortili dell’‘aria’. Già il titolo in verità lo ha proiettato dietro le sbarre: nel gergo carcerario i ‘camosci’ sono i detenuti, i ‘girachiavi’ sono gli agenti di custodia. Da questo inusuale e scomodo punto di vista, utilizzando fonti in gran parte inedite, Christian G. De Vito guarda ad alcune pagine centrali della storia politica e sociale italiana. Dagli istituti penitenziari osserva la fase conclusiva della Seconda guerra mondiale e il dopoguerra, racconta un miracolo economico sfocato perché vissuto da dietro le sbarre, segue la trasformazione del sistema carcerario sotto la spinta della contestazione post-1968 per addentrarsi poi negli anni di piombo e negli anni Ottanta e rivivere le più recenti trasformazioni legate ai flussi migratori globali e alle politiche fondate sulla sicurezza. pp. 254
Christian G. De Vito si occupa di storia sociale dell’Italia repubblicana, con particolare attenzione ai temi delle carceri, della salute mentale, dei fenomeni migratori e del welfare. A lungo volontario nelle carceri di Firenze e Prato, partecipa a gruppi impegnati nella promozione dei diritti sociali e civili. |
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Nella pianura emiliana, la crescita numerica del bracciantato e il suo interagire con altre categorie di lavoratori, tra XIX e XX secolo hanno prodotto rilevanti cambiamenti di abitudini e relazioni sociali, determinanti nel modernizzare l'assetto di paesi, famiglie e parrocchie, condizionando in modo vistoso la stessa socialità rurale e i rapporti tra campagne e città.
Il volume, mettendo in rilievo i contrasti tra la vita rurale nell´Emilia padana e quella nel resto d'Italia, permette di inquadrare non solo i mutamenti strutturali che hanno trasformato radicalmente l'assetto agrario di una parte delle campagne padane, ma soprattutto di analizzare pratiche sociali e fenomeni di costume che nella regione hanno ridotto le secolari barriere tra spazi rurali e urbani. pp. 195 |
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L'autore di questo libro non cela le proprie ambizioni: insegnare il piacere della letteratura, far ammutolire gli studenti di fronte a un ossimoro, sbalordirli davanti a gomitoli di metafore, fulminarli con la bellezza di una sinestesia di un endecasillabo ben temperato... e questo grazie alle canzoni. Ehi, ma cosa hanno a che fare le canzoni con l'italiano, quello che si studia a scuola? C'entrano eccome! Da Ligabue alla sigla di Dragon Ball GT, da Jovanotti a Samuele Bersani, passando per Tapparella di Elio e le Storie Tese, Cantami o dj... è il Greatest Hits di questa letteratura pop che passa tutti i giorni in formato mp3 per le cuffie di migliaia di studenti.
Chiasmi, novenari, rime alternate: sono il pane quotidiano di J-Ax e Max Pezzali, che Dante e Tetrarca se li lasciano al palo. Iperboli, allitterazioni, metafore? Il Foscolo, uno come Caparezza lo spezza in due. Infine, come ogni me che si rispetti, ogni studente riuscirà a trascinare compagni nel floiv di "parafrasi & commento", due bestie nere ora domate a ritmo di rap. Libro aperto e cuffie in testa: siete pronti? Come se foste a una lezione parecchio alternativa la parola scritta a un certo punto uscirà dal libro e sentirete la voce del prof portarvi, un esempio dopo l'altro, nel cuore vivo e pulsante della lingua italiana.
Matteo De Benedittis è nato e vive a Reggio Emilia. Dal 2005 insegna italiano alle suole secondarie superiori. Ha lavorato nelle scuole carcerarie, in una scuola privata e in altre pubbliche. Nel settembre 2008 riceve l’attenzione dei media per avere ingaggiato una gara di rap freestyle contro un suo studente (per la cronaca, perdendo la sfida). Per il resto ascolta e suona musica, gioca, recita, canta. |
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Destinatari:
Sindaci, assessori, consiglieri comunali e tutte le persone che
vivono in maniera attiva la propria cittadinanza.
Recensione:
Caro sindaco new global ha lo scopo di diffondere su tutto il
territorio nazionale pratiche amministrative etiche orientate
alla pace e all’economia solidale e di dimostrare che progetti
concreti, imitabili ed esportabili, sono già in atto presso
amministrazioni, enti, associazioni che ogni giorno costruiscono
un mondo diverso.
Attraverso le parole-chiave dell’Alfabeto dei Sogni, da
A come ascoltare, C come coraggio, D come diritti, F come fare…
si passano in rassegna 21 pratiche di nuovi stili di vita: - Assicurazione
etica - Impresa pulita - Banca del tempo - La rete del nuovo municipio
- Che c’è nel menù? – Migranti - Denominazione
comunale - Non ci vado senza il bus d’origine - Olio di
colza - Lotta alle inefficienze – Partecipazione energetiche
- Quando il software è libero - Finanza etica - Risparmio
energetico - Gruppi di acquisto solidali - Street TV, un’altra
informazione - Hai mai sentito parlare - Territorio bambino di
Curitiba? - Un altro modo di costruire - Vedi alla voce Monsano
- Zapping in rete. pp. 160 |
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L'omicidio dei due giornalisti della televisione italiana, avvenuto quindici anni fa in Somalia, è ancora uno dei grandi misteri nazionali. Nel paese africano, in quegli anni, agli interessi locali si mescolano quelli della politica e del business internazionali. La guerra tra fazioni, che i militari dell'Onu a stento controllano, richiede denaro e armi. La cooperazione internazionale, di cui le aziende italiane sono parte importante, diventa terreno propizio ai traffici illeciti, come quello dei rifiuti tossici esportati dall'Italia e sepolti in Africa.
Ma le circostanze della tragedia sono l'inizio di un percorso nel quale gli sforzi per svelare i nomi dei mandanti e degli esecutori delineano un intreccio di politica, economia, istituzioni, poteri pubblici e privati che cercano di nascondere le vere ragioni del delitto.
Le parole dei testimoni, gli atti di magistratura e parlamento, le ammissioni e le omissioni, le mezze verità e le bugie palesi: un'inchiesta a più voci per continuare a cercare la verità dei fatti, per ricordare Ilaria Alpi applicando al lavoro del giornalista l'etica che la distingueva.
I contributi dei giornalisti che negli ultimi quindici anni si sono occupati a fondo delle inchieste sull'omicidio dei due giornalisti - da Francesco Cavalli ad Alessandro Rocca, da Luciano Scalettari a Mariangela Gritta Grainer - coordinati da Roberto Scardova, sono arricchiti da un'intervista ai genitori di Ilaria Alpi. pp 192
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Notizie la cui conoscenza cambierebbe la percezione degli eventi, le idee della gente, la storia per come la conosciamo. Anche quest'anno, tutte le notizie selezionate sarebbero dovute essere sulle prime pagine di tutti i quotidiani del mondo e, invece, sono state del tutto ignorate. Eccone alcune:
* La Halliburton sta vendendo le tecnologie nucleari all'Iran
* Gli oceani del mondo hanno gli anni contati
* La Banca Mondiale ha finanziato il Muro che separa Israele dalla Palestina
* Numerosi studi confermano che gli OGM sono pericolosi
* L'invasione dell'Iraq faceva parte dell'agenda OPEC
* Il più autorevole studio di ingegneria nega la versione ufficiale dell'11 settembre
* L'acqua in bottiglia è uno dei principali problemi ambientali del pianeta
* Il dibattito sul futuro di Internet viene ignorato dai media
e tantissime altre notizie, documentate, sbalorditive, che riguardano il futuro del mondo intero.
Project Censored è un autorevole gruppo statunitense di ricerca sui media che si propone di promuovere il ruolo "del giornalismo indipendente in una società democratica". Nasce nel 1976 da un'idea di Carl Jensen, docente di Scienze della Comunicazione presso la Sonoma State University, California e dal 1996 è guidato da Peter Phillips, docente di Sociologia e da molto tempo attivo in organizzazioni no profit. pp. 375 |
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E’ la biografia più completa in circolazione su Che Guevara, corretta, chiara e ben documentata, corredata dalle più belle foto che ripercorrono i momenti salienti della sua vita. Dall'infanzia al viaggio in moto in Sud America, dal Messico a Cuba, la Rivoluzione, i suoi incarichi di governo, i viaggi, il Congo e la Bolivia.
Sono pagine coinvolgenti e ricche di aneddoti, con le testimonianze dei suoi compagni di vita e di guerriglia, le sue lettere a casa, che ne rivelano la profonda umanità e schiettezza. pp. 320 |
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Chi va piano è un libro saggiamente allegro che ci invita ad apprezzare le gioie della lentezza nelle relazioni interpersonali. Con la consapevolezza di “non essere un esempio per nessuno”, l'autore racconta di come dopo un divorzio “inaspettato”, ha ritrovato fiducia nell'amore e nel matrimonio; e di come, prendendosi del tempo per “cazzeggiare fisicamente, mentalmente ed emotivamente” ha ricominciato a tessere una tela di amicizie con cui affrontare la vita in modo più corale. pp. 177 |
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I "chicchi di grano" sono ventotto
racconti, splendidamente illustrati da Kees de Kort, tratti dalla
Bibbia, Antico e Nuovo Testamento. Il testo si ispira a quello
della traduzione interconfessionale Parola del Signore. Vocabolario
e stile sono adatti a giovanissimi lettori. I bambini che non
sanno ancora leggere possono seguire il racconto con le figure.
Sono granelli di Bibbia anche i volti, i gesti, le espressioni
con cui il disegnatore de Kort ha caratterizzato i personaggi.
Nell'indice chi vuole sapere di più trova l'indicazione
dei passi biblici da cui i racconti sono tratti. Obiettivo di
quest'opera, come si legge nell'introduzione, è "seminare
l'amore per la Bibbia". |
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Destinatari:
Per insegnanti, educatori, per tutti coloro che sono interessati
alla letteratura straniera.
Recensione:
Il 29 novembre 1989 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite
approva all’unanimità la Convenzione Internazionale
sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC).
L’importanza fondamentale e la grande positività
riconosciute alla CRC sono da ricercare nella sua straordinaria
carica innovativa rispetto ai precedenti documenti internazionali
aventi ad oggetto i minori: ossia l’approccio globale alle
problematiche dell’infanzia e dell’adolescenza e una
mutata considerazione del minore.
Questi, infatti, non è più solo il destinatario
di speciali protezioni in seno alla famiglia e alla società
a seguito della sua vulnerabilità, ma è considerato
come persona, soggetto dell’intera tipologia di diritti
umani giuridicamente riconosciuti. La CRC, oltre a riconoscere
una più organica gamma di diritti umani agli under 18 (politici,
civili, economici e culturali), mette a fuoco il tema centrale
della partecipazione di bambini e ragazzi: partecipazione intesa
come “possibilità di rendere concreti i diritti di
parola, di essere informati, di cittadinanza attraverso il protagonismo
diretto e l’assunzione di responsabilità”.
Cittadini under 18 è un manuale teorico-pratico che, descrivendo
uno scenario culturale generale, propone esperienze di processi
partecipativi locali e globali e suggerisce stimoli educativi
per lo sviluppo di attività di ricerca e di sperimentazione
centrate sulla tutela e sulla promozione dei diritti delle giovani
generazioni.
La pubblicazione è stata realizzata grazie anche all'impegno
del CRES (Centro Ricerca Educazione allo Sviluppo). pp. 224 |
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Questo libro insegna ad ottenere il rispetto delle regole da parte dei bambini attraverso un metodo sperimentato basato sull'ascolto e sul rispetto delle emozioni del bambino. Non serve la forza o un metodo autoritario: si può efficacemente guidare un bambino con decisione e affettuosamente allo stesso tempo.
La presenza di regole fornisce ai bambini la percezione di stabilità e di ordine nel mondo che li circonda; questo è un elemento fondamentale per sviluppare la propria sicurezza. |
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Quattro ragazzi cresciuti a Saint Kilda, sulle rive dell’Oceano hanno l’idea fissa di aprire un negozio di surf. Non è facile racimolare i fondi per l’attività. Phil ex campione di surf si è ritirato dalle gare e si professa sensitivo delle onde. Mc Dermot, laureando in medicina, lavora come infermiere e consegna cibo cinese porta a porta il fine settimana. Alan svolge lavoretti saltuari all’Oslo hotel, è in perenne crisi con la fidanzata. Eddie soffre sin da bambino di un disturbo bipolare. Tra giornate a surfare e serate di bisboccia si ritrovano un fine settimana per il solito poker. Eddie, più ‘fatto’ del solito, ha uno zaino pieno di soldi, ma nulla di quello che fa Eddie è logico o onesto… pp144
Silvano Scaruffi è nato nel 1972 e vive a Ligonchio, piccolo paese abbarbicato sulle ultime coste dell'Appennino reggiano, in terra emiliana ma “già in odor di Toscana”. Con “La fossa del malcontagio” rivisita la storia del suo territorio con lo sguardo della fantasia e dell'avventura. In “Come morire” racconta di quattro ragazzi cresciuti nel quartiere di Saint Kilda, sulle rive dell'Oceano, che hanno l'idea fissa di aprire un negozio di surf, senza avere i fondi per poterlo fare, fino al momento in cui Eddie, uno dei quattro, si presenta alla solita partita a poker più “fatto” del solito, e con uno zaino pieno di soldi... |
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Dalla decolonizzazione
dell'immaginario economico alla costruzione di una società
alternativa.
Lo sviluppo ha di recente rivestito nuovi abiti che soddisfano
i criteri di organizzazioni internazionali quali la Banca mondiale
e il Fondo monetario internazionale. Ma la logica economica e
rimasta la stessa e il modello di sviluppo e sempre conforme all’ortodossia
neoliberale.
Lo sviluppismo si fonda sulla convinzione che sia possibile ottenere
la prosperità materiale per tutti, cosa che sappiamo essere
dannosa e insostenibile per il pianeta.
Secondo Latouche, bisogna mettere in discussione i concetti di
crescita, poverta, bisogni fondamentali, tenore di vita e decostruire
il nostro immaginario economico, che è ciò che affligge
l’occidentalizzazione e la mondializzazione. Non si tratta
ovviamente di proporre un impossibile ritorno al passato, ma di
pensare a forme di un’alternativa allo sviluppo: in particolare
la decrescita condivisa e il localismo. |
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Di fronte alla crisi economica e sociale
del modello di sviluppo occidentale diventa realistico criticare
la ragione stessa dell’economicismo moderno: la mercificazione
dell’esistente.
L’autore individua un limite ecologico alla crescita
economica illimitata e propone di cominciare a far decrescere
l’idea che lo sviluppo degli scambi mercantili sia una
legge naturale della vita. Il messaggio che pubblicità e
media diffondono continuamente è che il benessere passa
attraverso il consumo, ovvero attraverso l’appropriazione
continua di una quantità sempre maggiore di oggetti.
È necessario rinunciare all’immaginario economico
per il quale “di più” significa “meglio” e
imparare ed essere capaci a dire: “è sufficiente” oppure “è abbastanza” piuttosto
che “sempre di più!”.
Alain de Benoist considera errato immaginare la decrescita
come un appello a un ritorno al passato o a una brutale degradazione
del livello di vita. La decrescita è invece un’inversione
di tendenza che si rende necessaria per il semplice motivo
che l’attuale modello di sviluppo è ecologicamente
insostenibile, ingiusto e incompatibile con gli equilibri della
natura.
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Identità,organizzazione, documenti
della Rete Lilliput
Sommario: La storia, l'attività e gli obiettivi della Rete
di Lilliput
Recensione:
La Rete Lilliput è un coordinamento costituito nel 2000
tra associazioni, gruppi, cittadini impegnati nella costruzione
di un’economia di giustizia e nella resistenza nonviolenta
alla globalizzazione neoliberista del mercato. Prende nome dai
minuscoli lillipuziani che con mille cordicelle riuscirono a bloccare
Gulliver, il gigante tanto più grande di loro.
L’obiettivo della Rete è che "ogni abitante
della Terra possa soddisfare i suoi bisogni materiali, sociali
e spirituali nel rispetto dell’integrità dell’ambiente
e del diritto delle generazioni future a ereditare una Terra feconda,
bella e vivibile" (dal Manifesto della Rete di Lilliput).
Alberto Castagnola, tra i consulenti culturali e scientifici di
Lilliput, presenta le proprie riflessioni sull’identità
e le modalità di organizzazione della Rete per contribuire
a valorizzarne le molteplici potenzialità e a diffonderne
la conoscenza. pp. 240 |
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Per il Vaticano la pietra dello scandalo, in apparenza, non è tanto l'omosessualità in sé quanto la questione delle coppie di fatto omosessuali, accusate di sgretolare la "famiglia tradizionale", fondata su un padre e una madre uniti in vincolo matrimoniale per procreare secondo il piano divino. Ma su un altro piano, a sostenere come pilastro questa posizione c'è la questione centrale della "natura", del diritto naturale che ne discende, con tutti gli annessi e connessi in campo sociale, politico ed etico.
E ancora più a fondo, c'è la questione del potere che si gioca in questa normalizzazione non solo della sessualità, ma anche della vita, della morte e della riproduzione, ovvero di quanto viene comunemente definito "biopolitica".
Insomma, a partire dal rifiuto e dalla repressione dell'omosessualità, si possono trovare connessioni più generali che rimandano al controllo sulla vita individuale e che riguardano tanto le istituzioni religiose quanto gli apparati dello Stato e quelli tecno-scientifici. pp. 129 |
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l testo propone un solido fondamento epistemologico all'attualità della nonviolenza gandhiana che indica come "marcia in più" per affrontare questi tempi difficili. Superando le interpretazioni più fantasiose sul 2012, da alcuni indicato come una vera e propria "fine del mondo", il testo analizza lo stato di crisi attraversato dall'ecosistema Terra, ormai giunto a un punto critico, alla luce di una nuova consapevolezza olistica.
Le leggi fondamentali che governano la vita nell'universo vengono esaminate in vista della loro influenza nel quotidiano, per vivere i rischi del cambiamento planetario come opportunità; tra queste leggi, il principio di Corresponsabilità si rivela la chiave di volta della Nuova Era cui si sta affacciando il pianeta Terra e con esso l'umanità. pp. 193
Federico Fioretto, filosofo e ricercatore, esperto nella conduzione nonviolenta dei conflitti, studioso del pensiero e dell’opera del Mahatma Gandhi, è l’ideatore del progetto Neotopia per la costruzione della società nonviolenta e dei corsi “MAYA: il grande gioco della vita” per lo sviluppo della consapevolezza individuale. Nel 2007 ha vinto il premio “Tiziano Terzani - Firenze per le culture di Pace” con il saggio “Gandhi, ponte tra i nostri arcobaleni divisi”. Nel 2008 ha curato per Gabrielli editori l’edizione italiana de “I valori democratici” di Vinoba Bhave, il discepolo più vicino a Gandhi. |
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Rivolto ai bambini, dai 5 anni.
TESTO BILINGUE ITALIANO - BOLIVIANO
Straordinarie illustrazioni per mostrare la bellezza e i colori
di un piccolo paese spesso"dimenticato", la Bolivia.
Una bellissima storia dedicata ai bambini, ai loro giochi e sogni.
La storia è ambientata in un piccolo villaggio della Bolivia
ed è uno spunto per conoscere la cultura e i colori di
queste terre lontane. La protagonista di questa piccola storia
è Paulita, una bambina che realizzerà il sogno di
correre su e giù per l’altopiano con un lama tutto
suo.
Alla fine del volume un laboratorio per conoscere meglio la Bolivia
e le sue tradizioni. pp. 40 |
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Quattro saggi (i primi già usciti
ma da anni introvabili) di Gnisci, docente di “Letteratura
comparata” alla Sapienza di Roma e animatore di importanti
iniziative, dalla banca-dati Basili alla rivista Kuma.
La frase di Pessoa (ma poteva essere di Massimo Troisi) “Ci
sono sempre ragioni per migrare, per chi non è costretto
a letto” serve a Gnisci per chiederci come anche in Italia
sia all’opera “una nuova lingua metéca”
dove metéco è colui e/o colei che vive in “una
casa del dopo” secondo la definizione del cantautore Moustaki.
Oltre a storie e scritture del migrare, alla decolonizzazione
mentale e alle diaspore europee, a somiglianze e differenze tra
i vecchi emigranti italiani ei nuovi immigrati da noi, i saggi
di Gnisci affrontano altri punti di lacerazione nell’’ideologia
e nell’immaginario; come, per fare un solo esempio, quando
ricorda che “l’emigrazione e il colonialismo (furono)
rimossi dalla cultura e dalla coscienza civile italiane”.
Tenendo anche conto di quanto annotò Ernesto De Martino
(in “La terra del rimorso” uscito lontano 1961) cioè
che il nostro Meridione venne spesso assimilato alle terre coloniali
extra-europee (“l’India italiana”) … tanto
dai gesuiti che poi dai generali piemontesi.
Un immaginario razzista che tuttora alimenta le peggiori barzellette
non meno che la base di massa di un movimento politico che ha
per leader i Bossi e i Borghezio.
Come ricorda Gnisci, “il motto è: lottiamo perché
ci sia un mondo dove molti mondi abbiano il loro posto”.
- pp. 192 |
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La Chiesa nella realtà politica, sociale
e religiosa dell'Algeria di oggi.
Recensione:
Da alcuni anni l’Algeria è scomparsa dalle prime
pagine dei giornali e dagli schermi televisivi. I massacri di
massa degli anni Novanta non ci sono più, ma lo stillicidio
delle vittime del terrorismo islamico continua.
Eppure una piccola comunità cristiana, formata in gran
parte da persone di origine straniera, ci vive e ha continuato
a viverci anche negli anni più difficili.La "Chiesa
della debolezza" e i suoi "cristiani a mani nude"
mostrano tutta la loro forza nella fede innanzitutto, ma anche
nella relazione che hanno saputo costruire con i musulmani.
La resistenza al fondamentalismo e alle sue derive terroriste
si è costruita nella quotidianità: andare a scuola,
al lavoro, mostrarsi solidali col vicino. Su questo terreno si
sono approfonditi la relazione islamo-cristiana e il rapporto
tra le società civili delle due sponde del Mediterraneo.
Chi oggi ha paura dell’islam - dell’islam e non del
fondamentalismo e del terrorismo - trova nelle parole di Teissier
e nell’esperienza della Chiesa algerina materia per riflettere.
La grandezza della Chiesa algerina non sta nei numeri ma nella
fedeltà. pp. 192 |
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MAG6 - Via Sante Vincenzi, 13/a 42122 Reggio Emilia - ITALIA
- Tel./fax 0522 - 430307 - e-mail: 
Orario di apertura: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì: dalle 9.15 alle 18.45
giovedì: dalle 9.15 alle 12.30 - sabato: dalle 9.15 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.45 |
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